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Friday, February 8, 2008

Precaria

dal blog di Ramon Mantovani

Oggi sono stata licenziata per scadenza dei termini contrattuali e non mi è stato rinnovato il contratto. Prima cosa: non cedere! mi sono detta, non piangere, non ti abbattere.
Ho chiamato al telefono una compagna e le ho proposto di uscire a cena tra un paio d’ore.
Ho già fatto sei volte il percorso del precariato, conosciuto le sere fredde di quando vicino al semaforo di casa ti si appanna la vista dal dispiacere. Ma, non mi sono mai sentita sola, ogni volta penso e so che siamo tanti e dunque sono una “classe”, debolissima ancora e ancora troppo fragile.
Sono abituata ad essermi cercata la vita con il massimo di autonomia possibile, ho cercato di vivere con valori e coerenze ed ogni lavoro (due, tre anni per volta) è stato frutto della mia tenacia nel non disperare mai.
Stasera voglio brindare, perchè ho duecentocinquantacinque euro di liquidazione e li spenderò così: in un bel ristorante a mangiar pesce con amici.
Domani si ricomincia. Ho frequentato pochissimo le riunioni del partito, mi sembrano luoghi di culto, vescovi, cardinali, , parrocchie varie….
forse sono poco socievole “io”…fatto sta che le poche volte in cui sono riuscita a parlare e dire la mia ho provato un grande disagio.

Stasera voglio brindare perchè forse tra un mese non avrò più la possibilità di pagare l’affitto e allora deciderò, forse, di accettare la propsta di un amico: andare a fare il mio lavoro all’estero.

Poco male, fin da piccola sentivo (come mi insegnò mio padre) di appartenere “al mondo”, di non avere confini ecc. ecc.
Mio padre non lo saprà mai che stasera brinderò anche per lui (operaio tutta la vita scomparso quando trovai il primo lavoro).
Stasera voglio brindare a tutti quei ragazzi e ragazze e uomini e donne che come me vivono la paura del giorno dopo, del me se dopo.
Non so cosa accadrà in futuro, in questo paese, nella nostra quotidianità…ma ho un sentimento: la forza della speranza, della consapevolezza di non cedere all’isolamento, allo sconforto.
Se Veltroni e company (e metto diversi di Rifo) pensano di disfarsi dei comunisti, non hanno capito nulla…
Io non so se la sono, diciamo che mi ci trovo …nella condizione di pensare al fatto che questa non è e non può essere la vita d un essere umano.
Lo chiamino come vogliono, comunismo, ecc. ecc.
Stasera brindo alla poesia che non essi non vogliono vedere….

un abbraccio

Annalisa

Posted by Piazza Matteotti @ 02:04 PM CST [Link]

Thursday, July 26, 2007

Ramon Mantovani a Fausto Bertinotti

Nell'ambito della discussione avviata per la fase congressuale del Partito della Rifondazione Comunista pubblichiamo la lettera di Ramon Mantovani a Fausto Bertinotti uscita su Liberazione del 26.6.07

Caro Fausto, scusa se mi rivolgo direttamente a te. Lo faccio non per ottenere una risposta pubblica, perchè sono io a rispondere al tuo "invito" a fare presto e subito un nuovo partito di sinistra. E mi rivolgo personalmente a te perchè hai parlato da leader. Sei stato e sei il leader di Rifondazione Comunista. La tua statura nella sinistra italiana - e non solo - non è in discussione ma, credimi, per quanto autorevoli e a volte indovinate, le tue suggestioni, subite da decine di migliaia di militanti attraverso anticipazioni di stampa e discorsi di svolta, evidenziano un limite nel vertice del nostro partito, non nella militanza ormai da troppo tempo strattonata e resa passiva. Un limite che si sarebbe dovuto e potuto superare. E che non si è superato non solo per colpa tua. Anzi, nemmeno soprattutto per colpa tua. Perchè troppe e troppi dirigenti del partito non hanno "osato" formularti critiche, perchè alcune e alcuni si sono spinti fino all'apologia. Mi viene tristezza a leggere certi articoli di critica su Cuba scritti da una persona che per molti anni non solo ti ha incensato quasi tu fossi infallibile, bacchettando prontamente chiunque osasse criticarti. A me è successo e non dimentico, e credo che vedere lo stalinismo solo negli altri sia fin troppo facile e, in fondo, la dimostrazione che la rottura sacrosanta con una certa cultura sia ancora molto lontana da venire. Io, che in gioventù sono stato stalinista, da tempo ho capito che non basta proclamare rotture e denunciare errori ed orrori. Molti anni fa ho deciso di parlare chiaro nelle riunioni come nei corridoi e di contare fino a dieci prima di fare una critica a qualcuno che sta più in basso di me non usando cautele, invece, verso l'alto. Non è stato comodo, ma è stato altamente liberatorio e, in fin dei conti, perfino conveniente, perchè almeno ci si conquista un rispetto che non deriva dalla collocazione nella gerarchia, bensì dalla dimostrata lealtà. Questa premessa serve a descrivere lo stato d'animo con il quale ti dico: No, io il tuo invito non lo raccolgo. Sono ostile all'idea che alla crisi e alle difficoltà si risponda con una proposta politicista. E a dire il vero non sono nemmeno d'accordo sulla natura della crisi della "sinistra" e sull'individuazione delle difficoltà che hai indicato. In Italia. come nel resto d'Europa, la disgregazione sociale prodotta dalla ristrutturazione capitalistica si è accompagnata ad una politica muta ed incapace di occuparsi della società. Le diverse destre in Europa hanno fondato una risposta, un'idea come hai detto tu, in sintonia con l'individualismo e con tutti i pensieri reazionari e le paure che, come riflesso condizionato, si accompagnano alla solitudine e alla precarietà sociale. Qui sta la chiave del loro successo elettorale, unitamente a sistemi elettorali sempre meno democratici e rappresentativi. La cosiddetta sinistra moderata è stata ed è neoliberista ed ha devastato, dove ha governato, il proprio blocco sociale sacrificandolo sull'altare della governabilità e delle compatibilità macroeconomiche imposte dalla globalizzazione. Noi abbiamo accettato la sfida del governo sia perchè credevamo nella forza del movimento mondiale contro la globalizzazione, che io vedo in crescita e capace di influire sul corso delle cose (basti pensare ai ripetuti fallimenti dei negoziati del Wto), sia perchè in Italia una stagione di lotte, anche vincenti, costituivano la base per tentare di invertire la tendenza. Inoltre abbiamo teorizzato intorno ai limiti della politica e di un partito nell'epoca della globalizzazione. Abbiamo visto il limite della natura nazionale del partito ed abbiamo costruito la Sinistra Europea nel continente. Abbiamo individuato il limite della presunta funzione d'avanguardia, o generale che dir si voglia, del partito. Nel senso che abbiamo riconosciuto che i diversi soggetti politico-sociali sono capaci, esattamente come un partito, di esprimere punti di vista complessivi e generali, ed abbiamo con loro impostato un rapporto paritario dentro il movimento. Da qui l'intuizione, tua, del progetto della Sinistra Europea in Italia. Abbiamo proclamato, e votato al congresso, che l'opposizione o il governo sono semplici opportunità. Variabili dipendenti dalla dinamica di movimento che possono contribuire a sviluppare. Abbiamo deciso che il baricentro della nostra azione era collocato nella società e che serviva a costruire l'alternativa di società come motore della trasformazione e della riforma della politica. Fin qui ci siamo, credo. Poi, di fronte alla formazione del Partito democratico e in seguito a risultati elettorali in Italia e in Europa arriva l'idea che bisogna fare in fretta l'unità con altri partiti e che bisogna andare oltre Rifondazione. Qui sta il politicismo del ragionamento. Il Partito democratico apre un vuoto? Non credo. Il Pd è in sintonia con l'americanizzazione della società ed è elettoralmente una risposta coerente con l'impianto liberista dal punto di vista economico e sociale del pensiero di Ds e Margherita. Veltroni, per il quale vedo che fai il tifo, non ha un profilo riformista come dici tu. Lo stile dialogante, che pur va riconosciuto, non può far velo al coerente impianto liberal-democratico di cui è alfiere. Illudersi che l'unità dei partiti che non si collocano nel Pd risolva il problema è un grave errore. Anche perchè c'è di mezzo il governo Prodi. E' meglio sviluppare il nostro progetto trovando i punti di unità reali con altri, come stiamo giustamente facendo sul "risarcimento sociale" dicendo esplicitamente che la rottura con il governo non è un tabù o discutere di un contenitore grande e nuovo capace di raccogliere più voti? Non mi si dica che si possono fare entrambe le cose perchè è falso. Perché gli altri interlocutori esplicitamente dicono che il governo non può essere messo in discussione e che la vocazione del nuovo partito deve essere l'alleanza strategica con il Pd. Perchè nel primo caso c'è il tentativo di riconnettere i temi sociali alla politica e nel secondo c'è l'idea di una sinistra che compete con il Pd condividendone, però, la vocazione governista. Avremmo, come del resto dice Mussi, una sinistra di governo. Sarebbe la morte del nostro progetto più che decennale, che comunque io ho sempre inteso come di lunga lena e non da rimettere sbrigativamente in discussione per questo o quel risultato elettorale. Per giunta hai corredato il tuo discorso con l'esempio dei risultati francesi e dell'unità della Linke. Ma sono esempi sbagliati. Se in Italia avessimo il sistema elettorale francese, anche così come siamo messi oggi, saremmo tranquillamente riusciti ad evitare la frammentazione perfino trovando un candidato comune di tutto il centrosinistra per le presidenziali. E in Germania si sono uniti un partito ex comunista (non comunista come hai detto tu) e un partito uscito dalla Spd che ha rotto con il Partito Socialista Europeo per aderire al nostro partito continentale. E per giunta stando all'opposizione della grande coalizione. Ti sembra un esempio valido per l'Italia? Dove dovremmo unire 4 partiti che hanno 4 collocazioni internazionali diverse ed incompatibili fra loro? Mah! Infine, caro Fausto, non so come andrà la partita con il governo (so che non ne hai parlato per rispetto delle tua veste istituzionale) ma comunque vada penso si debba, da soli o auspicabilmente con altri, convocare una consultazione di massa questo autunno per decidere se continuare a stare al governo o meno. Si confronterebbero così due diverse e contrapposte concezioni della partecipazione, quella di una platea passiva per scegliere un leader e quella alla quale devolvere una responsabilità che non può più essere custodita negli organismi di partiti eccessivamente istituzionalizzati. E non so come si svilupperà la discussione nel partito sull'andare oltre o meno, ma spero, anzi pretendo, che la discussione congressuale sia chiara (vedo troppe posizioni reticenti ed ambigue) e che preceda e non segua atti irreversibili. Con affetto.
Ramon Mantovani
*Deputato Prc-Se
ramon.mantovani@iol.it

Posted by Piazza Matteotti @ 01:03 PM CST

Thursday, May 18, 2006

Rocco Casilli con Brunetti

Rocco Casilli*

La scelta di schierarmi con Brunetti contro chi ha governato Fiano in questi anni è per me una scelta tanto necessaria quanto dovuta: nel 2001 ho rifiutato di impegnarmi con la maggioranza del Sindaco Splendori rinunciando alla carica di Vice Sindaco proprio perché era evidente che l’impostazione politico – amministrativa di quella maggioranza non era diversa da quella degli anni precedenti.
Si è di fatto consumato un “tradimento” vero e proprio di quelli che erano i patti programmatici su cui si basava quell’alleanza e gli impegni presi con i Cittadini. E i cinque anni di Amministrazione che ne sono seguiti hanno dimostrato appieno che nulla è cambiato e, soprattutto, nulla si vuol far cambiare.
I risultati (negativi) sono davanti agli occhi di tutti, come ad esempio la (non) politica scolastica, la questione dell’ex Fungaia, la vicenda delle ville sequestrate del Palombaro – Felciare o lo scarso livello qualitativo e quantitativo dei servizi pubblici offerti sul territorio.
Oggi più di cinque anni fa è urgente cambiare la rotta dell’Amministrazione del nostro paese e mi sembra evidente che tale cambiamento non può venire da chi governa da oltre 40 anni il nostro paese e che ha ampiamente e ripetutamente dimostrato di non voler cambiare nulla (la candidatura di Paladini né è l’ulteriore riprova).
La scelta di andare, di fatto, contro Rifondazione Comunista è per me sofferta, ma in questo caso ho ritenuto prioritari gli interessi di Fiano a quelli del Partito a cui, malgrado tutto, mi sento di appartenere.

* Rocco Casilli, consigliere comunale eletto con Rifondazione Comunista nel 1997 e nel 2001 ed espressione in questi anni dell’area bertinottiana del partito a Fiano Romano, si schiera alle prossime elezioni amministrative con la lista Civica Fiano di Cesare Brunetti, opposta alla lista del Centro–Sinistra guidata dai DS e appoggiata anche dal locale Circolo PRC (ndr)

Posted by Rocco Casilli @ 03:15 PM CST

Tuesday, January 31, 2006

Costituito il Comitato Elettorale Cittadino

COSTITUITO IL COMITATO ELETTORALE CITTADINO PER UNA LISTA CIVICA ALLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE

In vista delle prossime elezioni amministrative di Fiano Romano previste per il maggio 2006, si è costituito il COMITATO ELETTORALE CITTADINO finalizzato alla formazione di una Lista Civica con candidato alla carica di Sindaco

CESARE BRUNETTI

e il cui programma e la cui azione politico–amministrativa prenderanno spunto dalle seguenti considerazioni:
- la politica ed i metodi portati avanti nell’Amministrazione e sul territorio dalla maggioranza uscente sono da respingere sia per ragioni morali sia perche' producono inefficienza, rappresentano un freno alla crescita sociale, civile ed economica del Comune;
- oggi Fiano ha bisogno di un’Amministrazione comunale che fondi la propria azione su principi di efficienza, trasparenza, legalità, correttezza e reale eguaglianza dei Cittadini, respingendo la politica di scambio e la pratica del clientelismo;
- la nuova Amministrazione comunale dovrà porsi prioritariamente il problema di ristabilire, sulla base di un serio piano pluriennale, un equilibrio tra l’estensione dell’abitato e la quantita' e la qualità dei servizi, pubblici e privati. Cio' richiedera' inevitabilmente scelte difficili, ma necessarie in un'ottica di medio–lungo periodo, tra le quali l’impossibilità di prevedere, per un ragionevole numero di anni, nuove aree di espansione della città;
- la nuova Amministrazione comunale dovrà proporsi di dare risposte più avanzate ad alcune fondamentali esigenze dei Cittadini, quali il lavoro, la modernizzazione delle strutture scolastiche, la sanita', il controllo del territorio, la sicurezza urbana, migliorandone così la vita.
Questa Lista Civica sarà aperta sia a semplici Cittadini che non si sentono rappresentati dalle forze politiche, sia ad associazioni e forze politiche che condividono il presente progetto e le sue finalità.

Fiano Romano, gennaio 2006
Comitato Elettorale Cittadino

Per contattarci: comitatolistacivicafiano@gmail.com

Posted by Comitato Elettorale Cittadino @ 02:57 PM CST

Tuesday, May 17, 2005

RAPPRESENTANZA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA IN CONSIGLIO COMUNALE - FATTA CHIAREZZA

C'è voluto quasi un anno per risolvere la questione della rappresentanza del Partito della Rifondazione Comunista nel Consiglio Comunale di Fiano Romano ma alla fine è stata fatta chiarezza.
Come si ricorderà, tale questione è iniziata con la lettera del Segretario della Federazione del PRC di Tivoli (datata 25 giugno 2004) con cui mi si toglieva la rappresentanza del Partito in Consiglio Comunale "non avendo rinnovato la tessera del partito". Ed è poi continuata con un volantino delle locali forze politiche del Centro - Sinistra che mi invitavano "a trarre le dovute conseguenze politiche".
Già a suo tempo, ho avuto modo di ribadire come quest'atto era una forzatura evidente, del tutto estranea al modo di agire di un Partito come quello di Rifondazione Comunista. Una forzatura probabilmente dovuta all'azione di alcuni che, forse infastiditi dalla mia azione politica basata sulla trasparenza, la chiarezza, il rifiuto del potere fine a se stesso ed il colloquio/confronto con i Cittadini, hanno cercato di "confondere le acque" e di produrre un evidente indebolimento delle posizioni del Partito del PRC in Consiglio Comunale.
Oggi però finalmente è stata fatta chiarezza sulla questione: in data 11 maggio 2005 infatti gli organi preposti del Partito della Rifondazione Comunista, interrogati dal sottoscritto, hanno sancito di fatto la mia piena rappresentanza del PRC nel Consiglio Comunale di Fiano Romano.
E ora sono altri che dovrebbero trarre le dovute conseguenze politiche di fronte al fallimento di questo tentativo di delegittimazione.
Nel ringraziare sia tutti quelli che mi hanno sostenuto, sia sopratutto quelle Compagne e quei Compagni che in questo periodo mi hanno aiutato a portare avanti le varie battaglie politico - amministrative, non posso che confermare e ribadire il massimo impegno per cercare di cambiare veramente la politica a Fiano.

Rocco Casilli
(consigliere comunale PRC)

Posted by Rocco Casilli @ 12:19 PM CST

Monday, December 20, 2004

COSTRUIAMO INSIEME UNA FIANO MIGLIORE

Progetto per Fiano. Un nuovo periodico locale? No. Ce ne sono già abbastanza e di buona fattura. Semplicemente l’impegno di cittadini di buona volontà e di due associazioni ormai ben note ai fianesi, Fiano Democratica e Alleanza per Fiano, indipendenti da qualsiasi partito politico, ad informare sui principali temi del nostro Comune, con la frequenza che sarà possibile o che si renderà necessaria, per individuare problemi e per risolverli. Sempre con la serietà, l’ostinazione ed il rigore che ci hanno caratterizzato in questi anni di impegno comune, nei quali abbiamo detto la nostra, fatto denunce e proposte su varie questioni, talora in modo aspro, venendo perciò non di rado insultati dagli amministratori comunali, anche volgarmente, ma mai smentiti, nemmeno una volta.
Dunque, quello che stai leggendo e gli altri che verranno vogliono essere uno strumento per pungolare costruttivamente l’amministrazione comunale e per accrescere il confronto, consentendo una più consapevole partecipazione alle scelte che riguardano la vita quotidiana di Fiano ed il suo sviluppo futuro, in una fase storica di grande incertezza e difficoltà.
Perciò ci siamo uniti, nello sforzo di dare vita ad un progetto per Fiano serio e concreto, che sappia rispondere alle nuove esigenze della nostra comunità. Perciò, infine, siamo e saremo aperti al dialogo con tutti coloro che sono convinti della necessità di innovare e migliorare in profondità la vita politica e amministrativa del nostro Comune. La nostra idea guida è quella di contribuire a ristabilire un equilibrio perduto tra la crescita urbanistica di Fiano, oggi spinta a livelli insostenibili e con forti tratti speculativi, e lo sviluppo dei servizi, della amministrazione e della politica della nostra comunità, rimasti quelli di prima.

Posted by Progetto per Fiano @ 02:16 PM CST

Wednesday, July 7, 2004

Iscritto e consigliere

Nella seduta del Consiglio Comunale di Fiano Romano del 25 giugno 2004 il Presidente del Consiglio (malgrado la mia assenza) ha letto la nota del Segretario della Federazione di Tivoli del PRC in cui si afferma che il sottoscritto “non rappresenta più il Partito della Rifondazione Comunista nel Consiglio Comunale di Fiano Romano, non avendo rinnovato la tessera del partito”.
Il giorno seguente le locali forze politiche del Centro Sinistra con un volantino mi invitavano “a trarre le dovute conseguenze politiche” di tale situazione.
In merito a tale lettera, non posso che dirmi estremamente stupito. Ed il mio stupore è dovuto a due motivi principali:
1. L’atto di togliere la rappresentatività per la mancanza della tessera è una forzatura evidente per un partito come Rifondazione che vuole dialogare con i movimenti, con le associazioni e la società civile e che quindi non vuole rimanere “ingessato” in formalismi e burocratismi vari.
2. Ma la ragione di maggiore stupore deriva dal fatto che quanto riportato in quella lettera non corrisponde al vero, essendo io regolarmente iscritto per l’anno 2004 al Partito della Rifondazione Comunista (Tessera nr. 78721). Non posso che immaginare un errore di “comunicazione” con la Federazione, errore che in questi giorni ho cercato di correggere.
Altresì, in risposta all’invito delle forze del Centro Sinistra posso dire che sono stato eletto come Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista e sono regolarmente iscritto al Partito. Per questo, gruppo consiliare o meno, continuerò, con la collaborazione dei Compagni che fin qui mi hanno aiutato, a portare avanti un’azione politica ed amministrativa basata sulla trasparenza e sulla chiarezza.
Insieme a questi Compagni abbiamo deciso di stare lontani dal potere fine a se stesso, dai compromessi oscuri e dalla spartizione di poltrone.
Per questo, continueremo a stare tra i lavoratori, gli anziani, gli studenti, le donne, i disoccupati, gli immigrati, tra i cittadini e le cittadine di Fiano Romano, confrontandoci sui problemi con le persone ed i movimenti.
Questa è la linea indicata dall’ultimo Congresso Nazionale del PRC. In questa linea crediamo ed opereremo, con coerenza, essendo convinti di non aver ancora perso la nostra scommessa.

Rocco Casilli

Posted by Rocco Casilli @ 02:58 PM CST

Wednesday, November 26, 2003

GRAZIE AI 101 GENITORI

che col loro voto hanno dato forza e credibilita' al nostro progetto di miglioramento delle scuole di Fiano Romano, assicurando alla lista PICCOLI PASSI anche una consistente presenza all'interno del Consiglio di Istituto.

Non tradiremo la fiducia riposta nel nostro gruppo, che ha ottenuto un consenso pari a quello delle altre liste di genitori, sostenute da organizzazioni assai piu' consolidate e radicate nel territorio comunale.
Inoltre i nostri eletti, Massimo Biondi e Sandro Zappi, rispettivamente con 45 e 34 voti di preferenza, sono risultati largamente i candidati piu' votati in assoluto

Ci muoveremo da subito per raggiungere l'obiettivo di aiutare Fiano ad avere scuole piu' sicure, piu' attrezzate, piu' accoglienti, in sostanza piu' in sintonia con le esigenze di una comunita' in forte sviluppo come la nostra.

Perseguiremo una linea di dialogo e di leale collaborazione con tutte le altre componenti della scuola, a partire da quella dei docenti, cercando soluzioni ragionevoli e condivise ai problemi, a partire da quello - che riproponiamo - della revisione della decisione, presa dal vecchio Consiglio di Istituto, di chiudere tutte le scuole di Fiano nell'ultima settimana di febbraio.

Si tratta di una decisione sbagliata (ed infatti motivata in termini puramente burocratici) che penalizza gli alunni, i genitori, che hanno firmato numerosi la nostra petizione, e gli stessi docenti, i quali potrebbero ottenere altrimenti il soddisfacimento delle proprie legittime richieste senza rischiare di essere fraintesi e senza alimentare inutili contrapposizioni con le famiglie.

I GENITORI DELLA LISTA
PICCOLI PASSI PER MIGLIORARE LE SCUOLE

Posted by Piccoli Passi @ 04:51 PM CST

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