Fara Sabina, pubblico delle grandi occasioni per ridere e pensare insieme a Edoardo Leo

edoardo_leo_a_liberi_sulla_cartadi Raffaella Di Claudio –

“Liberi sulla Carta” a Farfa.

E mentre si ride, e anche tanto, ci ritrova a viaggiare in mezzo alla letteratura che prende vita nell’interpretazione, sorprendente, di Edoardo Leo, arricchita dalle improvvisazioni musicali del collega Jonis Bascir.
L’attore e regista romano, reduce dal successo del suo film Noi e la Giulia, sabato sera, ha calcato il palco della settima edizione della fiera dell’editoria indipendente, Liberi sulla Carta, entusiasmando il pubblico delle grandi occasioni accorso per assistere al suo “Ti racconto una storia”.

UNO SPETTACOLO SU MISURA PER LIBERI SULLA CARTA
“Uno spettacolo perfetto per questa manifestazione”, ha ammesso sceso dal palco, Edoardo Leo che insieme a Jonis Bascir si è piacevolmente intrattenuto con gli spettatori. Stessa convinzione negli occhi, stanchi ma già soddisfattissimi, dell’ideatore e direttore di Liberi sulla carta, Fabrizio Moscato.

IL TRIONFO DELLE PAROLE RACCONTATE
Nel gremitissimo parco Cremonesi, di Farfa, va così in scena un’autentica celebrazione del racconto orale, della forza che solo le parole, rese palpabili della recitazione di Leo, sanno avere, quando le condividi. In maniera semplice, sfogliando un raccoglitore rosso con su scritto, a pennarello, il titolo dello spettacolo, l’artista, seguito con una sintonia perfettamente improvvisata da Bascir, pesca testi che nel tempo ha ritagliato da giornali, preso da libri e ascoltato. Racconti che pure a chi li ha già letti e già sentiti, sembra di ascoltarli per la prima volta.

DA CALVINO A PICCOLO, PASSANDO PER MARQUEZ E REMOTTI

Lo spettacolo, che cade nel giorno del trentennale della morte di Italo Calvino (che sarà ricordato questa sera, sempre a Liberi sulla Carta, da Neri Marcoré), si apre con “L’avventura di un soldato” del celebre scrittore, e per gli spettatori è come essere seduti, sue quel treno, accanto al soldato Tomagra e alla vedova che tentava di approcciare. Poi finiscono nel paese raccontato da Gabriel Garcia Marquez in cui sta per succedere qualcosa di grave.
Si divertono con gli aneddoti, quelli che almeno una volta, sono stati sicuri di aver vissuto. Riflettono sull’attualità della minorenne di Luca Goldoni che, già nel 1977, si indignava con i disonesti e i delinquenti che condizionavano il comportamento di chi provava sentimenti puri e voleva agire onestamente. Si interroga grazie ad Achille Campanile sul mistero secondo il quale esseri tanto diversi, come le seppie e i piselli, possano convivere. Fino ad essere travolti dall’amore e dalla rabbia di Mamma Roma di Remo Remotti, magistralmente interpretata da Leo.
E ridere ancora ridere, senza mai smettere di pensare, con i momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo e il supermercato di Massimiliano Bruno.

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