“Polmonite gravissima, servirebbe un miracolo”. Così è stata contagiata da un no vax

Un’operatrice no-vax dell’ospizio di Fiano Romano ha contagiato ospiti e colleghi. Ora due anziani sono ricoverati in condizioni critiche.

“Servirebbe un miracolo”. A dirlo è il professor Simone Bianconi, responsabile del reparto Covid dell’ospedale San Pietro Fatebenefratelli, sulla Cassia, che si è ritrovato per l’ennesima volta alle prese con una “polmonite gravissima”.

Lo scorso sabato, un’anziana ospite della casa di riposo di Fiano Romano è giunta presso il presidio ospedaliero capitolino in condizione critiche: l’avrebbe contagiata una no-vax, riferisce Il Messaggero.

Il contagio nella casa di riposo
Il cluster all’interno dell’ospizio sarebbe stato innescato da un’operatrice socio-sanitaria antivaccinanista. La donna avrebbe rifiutato di sottoporsi all’inoculazione finendo per contagiare 2 colleghi e 27 ospiti (quasi tutti ultraottenti) della struttura. Una sorta di reazione a catena che non ha risparmiato neanche gli anziani già vaccinati. La più grave, una signora di 94 anni – che non aveva fatto l’inoculazione – è finita in terapia intensiva all’ospedale San Pietro. Un altro ancora è stato trasportato di d’urgenza a quello di Rieti, l’altro ieri.

“Entrambi i malati sono in condizioni critiche”, spiegano dall’Uscar, l’unità speciale di assistenza intervenuta sul posto quando è venuto fuori il focolaio causato dai no-vax. “La signora è arrivata in codice rosso con la polmonite un’insufficienza respiratoria molto grave, con bassissimi valori di ossigeno nel sangue – raccontail responsabile del reparto Covid del Fatebene Fratelli a Il Messaggero- Se a questo aggiungiamo l’età, purtroppo le possibilità di uscirne sono bassissime. Visto che dobbiamo fare delle scelte, non l’abbiamo ricoverata in terapia intensiva. Servirebbe un miracolo”.

L’operatrice no-vax
Dunque il contagio sarebbe partito da un’operatrice che, insieme ad altri colleghi, avrebbe rifiutato la punturina. Per fortuna, 24 dei 36 anziani ospiti della casa di riposo avevano accettato vaccinarsi: altrimenti sarebbe stata una strage. In 14 si sono reinfettati ma con sintomi lievi (del resto, era inevitabile). Intanto, l’Asl Roma 4 sta conducendo le indagini
epidemiologica sul focolaio sospetto nell’ospizio di Fiano Romano. “Ho chiesto una relazione per capire se all’interno della casa di riposo vengono effettivamente rispettate le misure di sicurezza e di isolamento degli ospiti oppure no”, racconta Simona Ursino, la direttrice del Sisp (Servizio di Igiene e Sanità pubblica). Sulla vicenda, raccontata dal Messaggero due giorni fa, ieri è intervenuto il virologo Roberto Burioni, che su Twitter ha preso ad esempio la vicenda di Fiano per invitare Draghi ad accelerare sull’vaccinale: “Presidente, ci sbrighiamo? – ha cinguettato – Ieri l’ha annunciato ma il decreto che obblighi i sanitari alla vaccinazione è molto urgente. Non facciamoci scappare il morto”.

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