Piazza Matteotti
Foglio dell'area programmatica congressuale "Alternativa di società" del Prc di Fiano Romano
con la redazione di www.fianoromano.org
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Foglio n° 14 del 28 maggio 2005 - http://www.fianoromano.org/piazzamatteotti - piazzamatteotti@fianoromano.orgversione pdf

STORIA DI MARA

Questa è la storia di Mara. La sua lettera ha aperto la conferenza stampa di presentazione del Comitato Nazionale per il sì ai referendum del 12/13 giugno 2005.
Mi chiamo Mara, sono nata e vivo a Roma. Oggi mi trovo qui, proprio in questa sala insieme a voi, nascosta o forse oserei dire confusa tra la gente, proprio come in metropolitana, al bar, all'ufficio postale. Ci ho messo un po' a decidermi se mantenere il mio volto anonimo oppure no. Avrei voluto venire allo scoperto, ma non posso.
Davvero non posso farlo, credetemi mi costa, ma lo devo ai miei due figli, due meravigliosi gemelli, un maschio ed una bambina che ora hanno già quattro anni e frequentano la scuola materna, si chiamano Jacopo e Gioia. Sono il frutto dell'amore tra me e mio marito. Parlo di quell'amore che sa ascoltare, che sa fare rinunce, che sa sentire il cuore.
A ventotto anni quando eravamo appena sposati, entusiasti del nostro futuro e già pronti ad avere dei bambini, ho scoperto di essere sterile. Che è una cosa diversa dall'essere infertile. Menopausa precoce, è stata la diagnosi, c'era poco da commentare. Non ci ho creduto subito, ho impiegato tre anni. Tre lunghi anni in cui ogni giorno sentivo che qualcosa dentro di me si stavo spegnendo, era come se mi trasformassi, se restassi muta davanti allo specchio senza provare più neanche il dolore.
Una sorta di maledizione si era abbattuta su di me. Mi sentivo così in colpa che avevo chiesto a mio marito di lasciarmi. Ma non mi ha voluta ascoltare. Mio marito mi ha aiutata a non arrendermi. Così abbiamo deciso, ci siamo messi in lista di attesa presso tre centri italiani, in tre città diverse. Era l'anno 2001, in Italia non c'erano leggi, ma solo il codice dei medici e la circolare Degan. La fecondazione eterologa si pagava nei centri privati, ma le donne donavano i propri ovociti senza lucro. Un'attesa di quattro mesi ed un bel giorno, ricevuta la telefonata da una città del sud, siamo partiti.
Siamo partiti di notte, abbiamo preso un treno fino a Palermo. Una notte con la trepidazione di chi compie una vera fuga d'amore. Eravamo in lista di attesa per la donazione di ovociti. Sono stata fortunata me ne rendo conto, avevo 32 anni. Al primo tentativo di fecondazione assistita, quella in vitro, ma con gli ovuli di un'altra donna, ho avuto il mio test di gravidanza positivo e la pancia ha cominciato a crescere e con lei la mia vita tornava...
Li ho sentiti questi due frugoletti crescere, giorno, dopo giorno per nove mesi. Li ho allattati io e mio marito, chiuso in casa con me per un mese intero, mi aiutava a preparare i biberon per dargli l'aggiunta di latte. Se ci ripenso, se ripenso a quanto eravamo sconvolti e insonni... Stremati dalla fatica e dai cambi dei pannolini, stremati proprio come tutti i genitori del mondo. Grazie alla donazione di un'altra donna sono riuscita a diventare mamma, anch'io come tutte le donne del mondo, combatto con il tempo ed il tempo non mi basta mai. E come tutte le madri del mondo porto sempre le foto dei miei bambini con me e le mostro con orgoglio. Prima nel portafoglio, ora sul cellulare. Ed ogni volta che le mostro, tutti mi dicono che mi assomigliano molto. La bambina soprattutto ha due fossette sulle guance come le mie e gli occhi ridono come i miei. Già proprio come i miei, ma vi assicuro da quando incontrano i suoi.
Due mesi fa, anche mia sorella, più giovane di me, dopo un aborto spontaneo alla decima settimana ha scoperto di aver avuto la mia stessa sorte. Mi avevano spiegato che questa forma di sterilità femminile si eredita, ma non potevamo saperlo prima, né immaginare che toccasse ad entrambe. Mia sorella è più giovane di me, ma non ha alcuna scelta. Condannata due volte da una legge che nega la speranza. Sono iscritta ad una delle associazioni che da sempre si impegna per avere regole giuste, non divieti senza appello. Voglio lottare con voi fino in fondo per cambiare questa legge cattiva. Mi trovo, infatti, come davanti ad un muro di cemento, so che mia sorella è rimasta dall'altra parte. Mia sorella è più giovane di me e la conosco da sempre. La vedo soffrire e non voglio. Non sono un politico e forse la mia spiegazione è sciocca, allora ve la ripeto. La vedo soffrire e non voglio. E con lei soffrono tante altre sorelle e fratelli, amici, vicini di casa, colleghe di lavoro confuse tra la gente, proprio come me, oggi, anonima e confusa tra di voi in questa sala.
E potrei continuare a dire tante cose, a spiegare che cos'è questa benedetta fecondazione eterologa... ma spero che abbiate capito anche voi ora di che cosa stiamo parlando, vero? Non è una legge difficile da spiegare questa. Mi piacerebbe guardare in faccia chi l'ha approvata, perchè forse non l'ha capita veramente, forse, chissà. Dobbiamo uscire dal buio di questi articoli di legge e dall'ombra di una colpa che nessuno di noi ha commesso. Grazie.

Mara

RAPPRESENTANZA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA IN CONSIGLIO COMUNALE
FATTA CHIAREZZA

C'è voluto quasi un anno per risolvere la questione della rappresentanza del Partito della Rifondazione Comunista nel Consiglio Comunale di Fiano Romano ma alla fine è stata fatta chiarezza.
Come si ricorderà, tale questione è iniziata con la lettera del Segretario della Federazione del PRC di Tivoli (datata 25 giugno 2004) con cui mi si toglieva la rappresentanza del Partito in Consiglio Comunale "non avendo rinnovato la tessera del partito". Ed è poi continuata con un volantino del Centro - Sinistra locale che mi invitava "a trarre le dovute conseguenze politiche".
Già a suo tempo, ho avuto modo di ribadire come quest'atto era una forzatura evidente, del tutto estranea al modo di agire di un Partito come quello di Rifondazione Comunista. Una forzatura probabilmente dovuta all'azione di alcuni che, forse infastiditi dalla mia attività politica basata sulla trasparenza, la coerenza, il rifiuto del potere fine a se stesso ed il colloquio/confronto con i Cittadini, hanno cercato di "confondere le acque" e di produrre un evidente indebolimento delle posizioni di Rifondazione in Consiglio Comunale.
Oggi però finalmente è stata detta l’ultima parola sulla questione: in data 11 maggio 2005 infatti gli organismi nazionali preposti del Partito della Rifondazione Comunista, interrogati dal sottoscritto, hanno sancito la mia piena rappresentanza del PRC nel Consiglio Comunale di Fiano Romano.
E ora sono altri che dovrebbero trarre le dovute conseguenze politiche di fronte al fallimento di questo tentativo di delegittimazione.
Nel ringraziare sia tutti quelli che mi hanno sostenuto, sia sopratutto quelle Compagne e quei Compagni che in questo periodo mi hanno aiutato a portare avanti le tante battaglie politico - amministrative, non posso che confermare e ribadire il massimo impegno per cercare di cambiare veramente la politica a Fiano.

Rocco Casilli
(consigliere comunale PRC)


Nella seduta del Consiglio Comunale del 13 maggio scorso è stato approvato un ordine del giorno presentato dal Prc che vieta la vendita dei prodotti della Coca Cola Company in tutti i locali dell'Amministrazione Comunale ed invita a promuovere iniziative per discutere della grave situazione lavorativa e sindacale dei dipendenti della Coca Cola Company in Colombia ed in altre parti del mondo.