Piazza Matteotti
Foglio dell'area programmatica congressuale "Alternativa di società" del Prc di Fiano Romano
con la redazione di www.fianoromano.org
ciclostilato in proprio - Messaggi vocali e fax n° 178 2269765
Foglio n° 13 del 1 aprile 2005 - http://www.fianoromano.org/piazzamatteotti - piazzamatteotti@fianoromano.orgversione pdf

VI Congresso nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
Bertinotti e Fiano

(...) Congresso attraversato da grandi emozioni perché congresso vero, congresso aspro di cui mi piacerebbe si dimenticassero le volgarità, le rozzezze, le aggressioni. Penso che tutti dobbiamo contribuire alla riforma della politica e penso che questa forma di aggressività sia una delle cose che mette fuori dalla politica tante anime sensibili e attente, che non si sentono di parteggiare in una guerra o un conflitto in cui persino nel linguaggio si traduce un’ispirazione militare, una tentazione di sopraffazione, di cancellazione dell’atro. Sento, scusate se lo dico in questo modo, un grande bisogno di tenerezza, in una comunità condivisa e solidale.
Non faccio citazioni per non introdurre ulteriori veleni ma, come si è visto, c’è una violenza del linguaggio che va assolutamente estirpata se si vuole che questa comunità non venga messa a rischio. Vorrei che ognuno valutasse il rapporto che si determina tra l’aggressività di una formulazione e la rottura che si produce nella comunità, rottura che non viene per nulla lenita, anzi ulteriormente aggravata, se poi viene aggiunta la richiesta di unità che, a quel punto, appare del tutto ipocrita e strumentale. Un bisogno di umanità e in cui davvero non serve mostrare i muscoli. (...)

Vorrei rassicurare il compagno Grassi che credo di sapere cosa vuol dire governo unitario; tanto lo so che l’abbiamo fatto. In questi ultimi tre anni, la segreteria è stata unitaria, cioè plurale. Abbiamo avuto una discussione nel partito, c’erano compagne e compagni che muovevano una critica. Mi sono battuto contro ma, oggi, penso che avessero ragione loro. (...) Questa ipotesi è stata colpita al cuore. Chiedo a tutte le compagne e a tutti i compagni, in particolare a quelli che si esprimono da questa tribuna con particolare veemenza, è aumentata o si è ridotta la pulsione correntizia nel partito negli ultimi tre anni?
Vedete, per contrastare la pulsione correntizia bisogna, nel rispetto delle minoranze, condividere le ragioni del partito nel suo insieme, gioire del fatto che aumenta il partito, la sua consistenza, la sua autorevolezza, la sua iscrizione, non subire tutto ciò come una menomazione e, lasciatemelo dire così, se viene letta la dichiarazione di Pietro Ingrao di adesione al partito e tutta l’assemblea si alza in piedi, per favore alzati in piedi anche tu perché stiamo parlando di Pietro Ingrao, perché questo è condividere, è partecipare!
Vedete, vengo fatto passare per uno particolarmente critico nei confronti della storia del partito comunista e, diciamo così, non mi sottraggo. Però, penso che anche nel partito comunista c’erano cose da cui imparare. Da noi, rispetto ai rapporti interni, succede il contrario. Nel Partito Comunista succedeva che poteva esserci una discussione feroce nei gruppi dirigenti interni al partito ma, quando la discussione andava all’esterno, diciamo pure con qualche ipocrisia, tutto sembrava coinvolto in una grande ispirazione unitaria o in ogni caso venivano dismesse le critiche nei confronti degli altri. Da noi è il contrario, nella discussione interna grandi e, diciamo così, corretti ragionamenti, seppur magari nei dissensi; poi, fuori, invece il linciaggio, l’offensiva, la denigrazione. (...)
E non capisco perché devono circolare veleni nel partito che poi è difficile da estirpare. (...)
Le compagne e i compagni sanno che il dissenso è importante, è una delle cose più creative di cui disponiamo, il dissenso è anche il più duro, il più radicale ma dentro un processo di costruzione delle decisioni, di pratica delle verifiche non invece nascosto in un camuffamento senza mai riconoscimento di scelte che poi da tutti vengono valorizzate.
Per favore, ora tutti, per fortuna e sono contento, parliamo del movimento, ma da qualche minoranza può venire almeno una voce di autocritica per dire ci siamo sbagliati a Genova e avevate ragione voi? È giusto valorizzare la battaglia per i referendum sull’articolo 18. Compagni e compagne, posso ricordarvi che avevate delle obiezioni su questo referendum nel dibattito interno del partito? (...)
Dico questo per sostenere quello che Michele affermava poco fa: tu conquisti e guadagni se operi uno spiazzamento, se ti muovi, se fai la mossa del cavallo, se non ti fai trovare sempre chiuso in quell’angolo in cui alzi la tua bandiera, sei sicuro delle tue certezze ma rimani lì da solo mentre così invece spiazzi l’avversario, muovi forze, costruisci movimenti.(...) In questo partito si parla spesso come se solo qualcuno fosse comunista.
In questo partito siamo tutti comunisti e comuniste, anzi bisognerebbe ricordare che non c’è penuria perché in Italia sono due i partiti che si dicono comunisti e forse una domanda opportuna è perché noi siamo qui e non là e la mia risposta a questa domanda è una nuova domanda.
Vi chiedo e chiedo a tutti noi, cosa saremmo noi oggi senza quelle che sono chiamate le svolte, senza la rottura contro lo stalinismo, senza la scelta di Genova e il movimento, senza la critica del potere, senza la nonviolenza, senza la sinistra europea, senza la proposizione della sinistra alternativa?

Elezioni
Regionali 2005

Preferenza Luciani

LUCIANI Enrico, 45 anni, Consigliere Regionale uscente. Presidente Compagnia Portuale di Civitavecchia

Vota Rifondazione

Le operazioni di voto si svolgeranno:

  • domenica 3 aprile 2005 dalle ore 8 alle ore 22 e
  • lunedì 4 aprile 2005 dalle ore 7 alle ore 15.

Le operazioni di scrutinio avranno inizio lunedì 4 aprile immediatamente dopo la chiusura della votazione.

Il voto come sopra indicato esprime un voto di preferenza al candidato LUCIANI e un voto valido sia al PRC sia al Candidato Presidente collegato Piero MARRAZZO.

Si ricorda che è vietato utilizzare telefoni cellulari provvisti di fotocamera o altre apparecchiature in grado di registrare immagini all’interno delle cabine elettorali