Tra Roma e la Toscana con i regionali di Trenitalia, il resoconto fi Ferrovia.info

ferrivieinfo1Al fine di testare con mano il servizio regionale di Trenitalia, abbiamo deciso nei giorni scorsi di spostarci da Roma alla Toscana e vicerversa utilizzando solo treni regionali ed evitando la Direttissima ad Alta Velocità.

Quello che segue è il resoconto dei 4 treni che abbiamo preso che evidenziano come molto sia stato fatto per questo segmento ma come molto ancora ci sia da fare.

Lasciamo la stazione di Fidenelungo la FL1 a bordo di un TAF non riqualificato e sostanzialmente ancora allo stato di origine. I quasi 20 anni di servizio metropolitano si fanno sentire pesantemente su questi convogli.
L’interno è tutto sommato abbastanza pulito ma i finestrini sono sporchi e alcuni graffiti impediscono la visuale anche se questo, ovviamente, non è da imputare alla compagnia di bandiera.
La prima sorpresa negativa la abbiamo con le prese elettriche. Delle poche che ci sono nessuna dà segni di vita. Per fortuna dovremmo usare questo treno solo fino a Orte.
A Monterotondo la seconda sorpresa negativa. Anche se siamo quasi in orario veniamo instradati al binario 4. La nostra sosta si prolunga di quasi 15 minuti perché ci viene fatto passare davanti un treno merci. L’idea non risulta particolarmente azzeccata. Da Fara Sabina, infatti, la linea è ancora gestita col Blocco Manuale e se è vero che il merci non fa soste mentre noi sì, è anche vero che la differenza di velocità si fa sentire e arriviamo a Orte con quasi 20 minuti di ritardo.

Per fortuna il regionale per Firenze ha anche lui 15 minuti per cui riusciamo a fare il biglietto e a salirci sopra comodamente.
Prendiamo posto su una Medie Distanze e la situazione è grigia. Le carrozze sono pulite, questo va detto, ma l’atmosfera è soft per la mancanza di metà luci sul soffitto e anche qui non funziona una presa elettrica che una di quelle poste in basso sui cestini dei rifiuti.
Proviamo a cambiare carrozza ma nessuna ha questa funzione attiva per cui rinunciamo e torniamo nella prima su cui eravamo saliti anche perché le altre sono prese d’assalto da personaggi piuttosto discutibili. Come sul TAF, anche su questo treno nessuno effettua controlleria ma soprattutto nessuno si cura minimamente di riprendere tutte le persone che, senza alcun rispetto della proprietà pubblica, letteralmente bivaccano sui sedili. Siamo chiari, il compito di Trenitalia è quello di fornire un mezzo di trasporto pulito e di mantenerlo tale, ma forse sarebbe ora di iniziare anche a sanzionare pesantemente determinati atteggiamenti che iniziano a non essere più tollerabili.

Arriviamo a Firenze in pieno orario e con un viaggio che seppur lungo è stato tutto sommato gradevole anche se la mancanza delle prese elettriche ha vanificato il nostro sforzo di portare un PC per vedere qualche film e quindi trascorrere più velocemente il tempo, così come ci ha costretto a non usare lo smartphone per non rimanere senza batteria.

Qualche giorno dopo, per tornare verso Roma, decidiamo di prendere il treno dalla stazione di Montevarchi. Il convoglio partito da Firenze è in perfetto orario e anche stavolta troviamo delle MD su cui accomodarci. L’interno è pulitissimo, le luci stavolta funzionano tutte e anche le prese elettriche fanno il loro dovere.
Dal punto di vista “tecnico”, quindi, nulla da ridire, un po’ meno da quello “umano” visto che non solo anche in questo caso nessuno effettua controlleria ma appena entrati in Umbria lungo il convoglio si palesa il venditore abusivo di panini, bibite e chissà quale altra “prelibatezza” che non vediamo scendere fino a Roma. Anche in questo caso è ovvio che non si può incolpare Trenitalia dell’accaduto ma situazioni come queste andrebbero stroncate sul nascere con pesanti sanzioni.

Anche stavolta l’arrivo a Orte è in perfetto orario, cosa che ci permette di fare il biglietto per tornare a Fidene.
Dieci minuti prima della partenza, il nostro TAF giunge da Fiumicino Aeroporto. Anche stavolta si tratta di un convoglio non riqualificato che viene subito preso d’assalto dai pulitori che svuotano i cestini e danno una sommaria ma gradita ripulita.
Ci collochiamo sulla prima carrozza di testa ma siamo costretti a cambiarla subito. Il condizionatore fa un rumore infernale e stare un’ora con esso nelle orecchie sarebbe da mal di testa sicuro. Nella prima intermedia tutto funziona invece perfettamente, incluso il nuovo sistema di videosorveglianza ma anche stavolta nulla da fare per le prese elettriche che oltre ad essere non funzionanti, in alcuni casi sono anche divelte. Stavolta il capotreno passa poco dopo la partenza e il viaggio prosegue tranquillo col treno che arriva in perfetto orario.

Da questa breve esperienza che giocoforza non può essere esaustiva, delineiamo tuttavia alcune cose.

Innanzitutto che i TAF, per quanto si possano riqualificare, iniziano davvero a dimostrare gli anni che hanno e non sono più all’altezza dei rotabili moderni.
In secondo luogo che sulla lunga distanza non è più accettabile avere vetture con luci mancanti e con prese elettriche non funzionanti. Viaggiare anche per 3 ore e mezza in quella condizione riporta indietro di almeno 10 anni.
Non saremmo onesti però se non dicessimo, in terzo luogo, che il servizio offerto è tutto sommato buono anche in relazione al prezzo pagato. I convogli sono sempre stati sostanzialmente puliti, ben tenuti e curati. Siamo ben lontani dagli standard delle Frecce, ovviamente, ma anche da quelle dei regionali di 5 o 10 anni fa.

Certo è che Trenitalia ha fatto e deve continuare a fare la sua parte, investendo sulla pulizia, sui revamping e sul nuovo materiale, ma sta poi anche ai cittadini far sì che i rotabili rimangano in condizioni accettabili.

www.ferrovie.info

 

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