La disfida di Fiano Romano: i dem sfrattano i bersaniani

pdfiano23di Lorenzo Vendemiale –

La Casa del Popolo vietata a quelli di Articolo 1.

Mercoledì sera, i militanti storici della sinistra di Fiano Romano – comune rosso alle porte della capitale – si sono recati come ogni settimana alla Casa del popolo, sede da una vita degli incontri del vecchio Partito comunista italiano, passata poi agli eredi del Pci. C’erano tutti o quasi, come sempre: il sindaco, alcuni assessori, consiglieri comunali e semplici attivisti. Stavolta, però, hanno trovato il cancello sbarrato. Già, perché dopo la scissione del Partito democratico, loro sono passati tra le fila di Articolo 1-Mdp. E il Pd ha cambiato la serratura per lasciarli fuori.

In questo paese di 15mila anime, la vecchia Casa del Popolo che nel 1970 fu inaugurata “dal compagno Enrico Berlinguer” in persona diventa l’oggetto della rottura definitiva fra (ex) amici. Questo borgo rosso dell’entroterra romano, governato dalla sinistra (poi centrosinistra) ininterrottamente da oltre 50 anni, è stato investito come pochi altri dalla scissione di Bersani, D’Alema &C: ad aprile praticamente l’intero gruppo dirigente del paese ha deciso di abbandonare il Pd, rimettendo la tessera del partito e migrando nel nuovo movimento.

A quel punto i vertici dem sono stati costretti a commissariare il circolo locale, dove non era rimasto quasi più nessuno, e a chiamare come reggente il primo cittadino di un altro Comune, Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo. A quel punto, come in un qualsiasi divorzio di un matrimonio finito, si era posta la questione della casa. Del popolo, in questo caso.

Fino ad oggi le cose erano filate abbastanza lisce: dem e progressisti avevano trovato subito l’accordo per un utilizzo congiunto della struttura, confermato anche dal senatore Ugo Sposetti in qualità di amministratore della società proprietaria dell’immobile (Savim). In attesa di sedersi a un tavolo per la spartizione dei beni, da bravi separati si dividevano la casa a turni, prenotandola per tempo e avvisando gli altri con dei messaggi. E così era andata anche la settimana scorsa, quando una trentina di militanti di Articolo1-Mdp si era data appuntamento per fare il rendiconto della festa provinciale appena conclusa. Salvo trovare il cancello chiuso con un lucchetto nuovo, di cui non avevano la chiave.

Dopo l’iniziale stupore, il gruppo ha provato a chiedere spiegazioni alla nuova segretaria dem, Uliana Paladini, per sentirsi rispondere – raccontano – che “la sede è del Pd, non diamo le chiavi a terzi”. “Ma se siamo stati noi a dare a loro una copia delle nostre chiavi! Hanno cambiato la serratura senza dirci nulla, con la solita arroganza tipica del Partito democratico”, ribatte infuriato Giuliano Ferilli, padre di Sabrina e storico militante della filiera Pci, Pds, Ds, Pd, oggi pure lui in Articolo 1. Contattata anche dal Fatto quotidiano, la Paladini ha negato ogni responsabilità (“Io non ho fatto nulla, la questione non è di mia competenza”), rifiutandosi di fornire ulteriori commenti.

Cosa sia successo di preciso, e per colpa di chi, non è dato sapere. La nuova gestione Pd rivendica i propri diritti sull’immobile, Mdp ricorda che la proprietà è della società Savim e reclama la sua appartenenza storica. Quel che è certo è che la vicenda a questo punto rischia di finire in tribunale. La coordinatrice di Articolo 1, Catia Iannuccelli, ha chiesto l’intervento sul posto dei carabinieri, per mettere a verbale il presunto abuso, e poi ha inviato una lettera dell’avvocato per intimare ai vertici dem la consegna immediata delle nuove chiavi.

Ormai siamo alle carte bollate. Molto più semplice sarebbe stato continuare a convivere serenamente, in attesa di una soluzione definitiva. Ma condividere la Casa con i vecchi “compagni” forse era troppo di sinistra per il Pd.

Nel paesino rosso. Il Pd, svuotato dalla scissione, si vendica cambiando la serratura alla porta La casa del popolo è la nostra sede e non diamo le chiavi ad altri soggetti.

Il diregente Dem: La casa del popolo è la nostra sede e non diamo le chiavi ad altri soggetti.

Il militante di Art.1 MDP: Eravamo stati noi a dargli le nostre chiavi e ora ci cacciano. Arroganza tipica del PD:

Il Fatto Quotidiano 22 Oct 2017

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