Amazon: lo scoppio è vicino, e sarà peggio del crollo delle dotcom

amazon960x0È solo una questione di tempo, e il giorno del crollo sta per arrivare: lo scoppio della bolla del tech su Wall Street è imminente e la società più a rischio sarebbe proprio il gigante dell’e-commerce Amazon.com (AMZN).

In un post del 1° agosto, David Stockman, ex direttore dell’Ufficio federale di gestione e bilancio degli Stati Uniti, ha dichiarato che Amazon è in mezzo ad una fase speculativa molto simile a quella del Nasdaq alla fine degli anni ’90, poco prima dello scoppio della bolla delle dotcom.

«Un anno dopo il picco a marzo 2000, il Nasdaq 100 è sceso del 70% e infine dell’82% nel settembre 2002. Non mi aspetto un crollo meno spettacolare nel caso della stella cadente equivalente di questo ciclo»,

ha scritto Stockman.

Rispetto ad un anno fa le azioni Amazon sono salite di oltre il 30 per cento, con una serie di acquisizioni e nuove iniziative che hanno alimentato l’acquisto degli investitori. Il valore di una singola azione del re dell’e-commerce ha raggiunto un massimo di 1.083 dollari, che ha portato la capitalizzazione di mercato sopra i 500 miliardi di dollari e il CEO e fondatore Jeff Bezos al primo posto nella lista dei più ricchi del mondo.

Per dipingere meglio la grandiosità della performance del titolo, è utile sottolineare come dalla Grande Recessione le azioni di Amazon sono aumentate del 2.420 per cento rispetto al mese di novembre 2008, quando una singola azione valeva 34,68 dollari.

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Nonostante il rally da record, Stockman non si fa cogliere dalla stessa euforia del mercato per le azioni Amazon. Citando un P/E di 190x, egli sostiene che i numeri non sono coerenti:

«Dopo tutto, Amazon ha 24 anni e non è una start-up, non ha inventato niente di nuovo ed esplosivo come l’iPhone o il personal computer. Invece, il 91% delle vendite coinvolge l’acquisto, il trasporto, l’immagazzinamento e la consegna di merci»,

spiega Stockman.

Oltre a sottolineare il suo scetticismo circa il modello aziendale di Amazon, Stockman accusa le banche centrali di creare una crescita falsa attraverso un eccesso di denaro a buon mercato, e quando questa presa di coscienza avverrà, i pulsanti del panico saranno spinti ad un ritmo allarmante.

«Quando la vendita avrà inizio e una vasta porzione di trader che hanno gonfiato (le azioni Amazon, ndr) nei mesi scorsi si metterà in fila per uscire, il crash delle dotcom del marzo 2000 sembrerà una passeggiata nel parco»,

ha concluso Stockman.

www.money.it

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