«Il rogo di Tivoli causato dai lavori sulla ferrovia: non dovevano farli lì»

rogo_tivolidi Valeria Costantini e Rinaldo Frignan –

Un vigile del fuoco che abita vicino al casolare dove sono morte madre e figlia: «Scintille dal loro frullino Ho detto di smettere, non mi hanno ascoltato». Le fiamme partite dalle pendici della collina di Sant’Agnese e alimentate da un canneto.

«Quegli operai usavano un frullino elettrico, ho chiesto loro di smetterla, che era pericoloso, che era pieno di erbacce secche e che quell’affare lanciava scintille. Niente, non mi hanno dato retta». Parte da qui, dalla testimonianza di un ex pompiere che abita a pochi passi dalla collina di Sant’Agnese, alle porte di Tivoli, una delle piste investigative per spiegare l’incendio di rovi e sterpaglie divampato ieri pomeriggio in via dei Monti Lucretili, strada Crocetta, che ha ucciso madre e figlia, Ines Scrocca e Rosanna Scianchi, 92 e 68 anni, risparmiando il marito di quest’ultima, Aldo Conti, ricoverato sotto choc in ospedale.

La polizia scientifica ha svolto ieri pomeriggio un lungo sopralluogo nel casolare trasformato in un forno dalle fiamme che potrebbero essere partite dalla ferrovia Roma-Pescara. Ma è solo un’ipotesi. Quella parte di Tivoli è stata avvolta dal fumo a cominciare dalle 14 e in tanti sono fuggiti per salvarsi. «Abbiamo visto Rosanna affacciarsi alla porta di casa e gridare più volte. Non sapeva dove andare, il fuoco aveva circondato la loro casa, alimentato dal canneto davanti al cancello», raccontano i vicini che aggiungono: «È sicuramente tornata dentro per portare via la madre che, in sedia a rotelle, non poteva scendere le scale». Per arrivare all’edificio con le persiane bruciate e gli interni squagliati dal calore intenso, i soccorritori si sono dovuti fare largo protetti dagli autorespiratori fra rifiuti, pneumatici e anche lastroni di eternit che hanno continuato a produrre fumi tossici per ore.

Un pomeriggio di terrore, l’ennesimo dopo quelli dei giorni scorsi, fra Capena e Morlupo, dove solo per l’intervento massiccio dei vigili del fuoco – anche con elicotteri e Canadair – le abitazioni non sono state raggiunte dai roghi. Sono più di 5.200 da metà giugno solo a Roma e provincia, il 149% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre nella regione la percentuale sale al 153. Non era mai successo prima. Un record da stato d’emergenza alimentato anche ieri dagli incendi scoppiati – forse appiccati anche questi, come quasi tutti gli altri, con quattro piromani finora finiti in manette- a Castelgandolfo, dove è stato evacuato l’Hotel Miralago pieno di anziani ospiti, e poi sulla via Pontina, fino a Trigoria, con la chiusura della consolare. In poche ore i pompieri del comando provinciale sono stati impegnati ancora una volta in un centinaio di interventi, anche a Roma, nel quartiere Africano. Presa di mira in provincia la Valle dell’Aniene, in una zona montagnosa fra Subiaco e Affile. Un carico di lavoro che si ripete ormai da oltre cinquanta giorni.

roma.corriere.it

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