Pendolari ferrovia Roma Nord: “Procure, ascoltateci!”

Ferrovia-RomaNord-eCome ogni anno, di questi tempi, l’orario estivo ridotto aggiunge ulteriori disagi agli utenti, che noi prontamente segnaliamo e denunciamo. Ve lo avevamo promesso. Nonostante questo Atac e Regione faticano a capire che così non si può più andare avanti. Stavolta abbiamo alzato un po’ il tiro e staremo a vedere. I fatti sono sotto gli occhi di tutti e ringraziamo per primi i tanti utenti che ci hanno fatto pervenire documentate testimonianze importanti e che abbiamo poi allegato al presente esposto.

Spett.li

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA,
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TIVOLI
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VITERBO
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PERUGIA
PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE DEI CONTI – LAZIO

e p.c.

ATAC SPA
REGIONE LAZIO – DIPARTIMENTO MOBILITA’ E TRASPORTI
COMUNE DI ROMA – DIPARTIMENTO MOBILITA’ E TRASPORTI
COMUNE DI ROMA –MUNICIPIO XV
AUTORITA’ DI REGOLAZIONE DEI TRASPORTI
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
AGENZIA NAZIONALE PER LA SICUREZZA DELLE FERROVIE (ANSF) – Roma
RETE FERROVIARIA ITALIANA
UFFICIO SPECIALE TRASPORTI A IMPIANTI FISSI (USTIF) – Roma
ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI – ADICONSUM
UNIONE EUROPEA – COMMISSIONE TRASPORTI
CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO
GOVERNO ITALIANO
CONFERENZA DEI SINDACI ROMA NORD

Il presente Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord porta all’attenzione dei destinatari del seguente esposto la perdurante situazione sulla tratta ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo, di proprietà dell’ente Regione Lazio e affidata in gestione a ATAC SPA: siamo vicini al collasso del servizio.

I quotidiani disagi che devono sopportare gli utenti della ferrovia con l’orario invernale aumentano a dismisura con l’entrata in vigore del nuovo orario ridotto estivo che non tiene minimamente conto delle necessità di chi si sposta nella capitale d’Italia, anche a luglio.

Come saprete la nostra tratta è divisa in parte urbana (da Roma-Piazzale Flaminio alla stazione di Montebello) e parte extraurbana (da Montebello a Viterbo, con due punti di rottura che di fatto troncano la linea alla stazione di Catalano).

Attualmente, col nuovo orario sono previste circa 150 corse urbane giornaliere, ma nei fatti ne vengono attuate mediamente almeno un 20% in meno, attestandosi su un più realistico 100-120 corse urbane giornaliere. Abbiamo raccolto dati e testimonianze a sufficienza di cui  alleghiamo al presente esposto alcune parti importanti e che siamo pronti a fornire, nella sua totalità, alle autorità che ne facessero richiesta.

Relativamente alla tratta extraurbana, i treni sono stati dimezzati e non vengono più garantite le corse bus sostitutive. Infatti ATAC, (nell’orario in vigore da Gennaio a Luglio 2017) ha sostituito treni con autobus di linea, sempre con l’avvallo dell’ente regionale e sta attuando un orario di servizio palesemente inadatto alla sua corrente capacità, sia per numero di treni circolanti che per quanto riguarda il personale che li guida e governa. Questo significa anche essere remunerati per km percorsi, che di fatto non vengono realizzati, nonostante un contratto di servizio vigente da circa 80 milioni di euro annui (suddivisi per le tre ferrovie ex concesse). Chiediamo infatti se sia legale questo comportamento e se possa eventualmente configurarsi un reato penale di truffa in pubbliche forniture, in quanto le corse erogate (da vedere poi come vengono erogate, con treni perennemente in ritardo in partenza, fatte con treni senza aria condizionata e senza servizi igienici per la maggior parte) non corrispondono a quelle garantite, come da orario ufficiale vigente. Non abbiamo evidenza inoltre che l’ente proprietario e firmatario del contratto di servizio (Regione Lazio) applichi veramente le penali necessarie, anche nel rispetto del nuovo Codice degli Appalti.

Ricordiamo inoltre che la tratta extraurbana, che copre una distanza di circa 80 km sui 102 totali, è gestita con il sistema di sicurezza del giunto telefonico che, come i fatti disastrosi di Andria e Corato hanno dimostrato, non sia il massimo come sistema per la tutela della sicurezza dei passeggeri. Per questo chiediamo di fare al più presto un approfondimento, coinvolgendo gli enti di riferimento per la sicurezza dei treni (USTIF e ANSF). Noi non ci sentiamo sicuri.

Durante questi 5 anni di denunce e di esposti non abbiamo mai avuto una risposta che abbia poi portato a fare veramente qualcosa di DECISIVO per migliorare la sicurezza e il confort di viaggio dei pendolari della Roma Nord. Ci si ricorda del pendolare solo in prossimità delle elezioni amministrative, quando si tratta di chiedere il voto, è un dato di fatto. Parliamo di decine di migliaia di utenti trasportati al giorno, che hanno diritto, avendo pagato biglietti e/o abbonamenti, almeno a:

viaggiare sui treni con la massima sicurezza e tranquillità
corse garantite dall’orario ufficiale di servizio
maggiori controlli a bordo del treno e in stazione
un maggior confort di viaggio
una maggiore e migliore comunicazione agli utenti da parte dell’ente gestore
poter parcheggiare la propria auto nei parcheggi di scambio senza la paura di subire furti, atti di vandalismo o violenze personali
Per questo procederemo a inoltrare il presente esposto anche alla Corte Europea per i diritti dell’Uomo e a tutte le autorità sovranazionali che in qualche modo possono fare qualcosa per migliorare la condizione umana del pendolare, che paga un biglietto e un abbonamento per avere un servizio degno di un paese civile e che invece si ritrova quotidianamente catapultato nel terzo mondo dei trasporti pubblici!

Restiamo in attesa di avere notizie su quanto sopra richiesto e anche in caso di archiviazione del seguente esposto-denuncia.

www.radiogiornale.info

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