Chi era Stefano Rodotà, primo garante italiano della privacy

Scompare a 84 il giurista italiano che per primo guidò l’authority sulla privacy; aveva contribuito anche al bill of rights della rete.

Stefano Rodotà, primo garante della privacy italiano, giurista e più volte eletto alla Camera dei deputati, è scomparso all’età di 84 anni.

Nato a Cosenza nel 1933, Rodotà ha insegnato diritto civile dal 1966 ed è stato professore emerito all’Università La Sapienza di Roma. Deputato parlamentare dall’ottava all’undicesima legislatura, nel 2013 il suo nome era rientrato nel novero dei papabili alla più alta carica dello Stato, quella di presidente: Rodotà era arrivato a ottenere 250 voti al terzo scrutinio.

Nel 1997 l’incarico come primo Garante italiano della privacy, alla guida della autorità amministrativa indipendente istituita dalla legge sulla privacy del dicembre 1996.

Nel 2000, Stefano Rodotà era stato nominato anche, all’unanimità, Presidente del Comitato Europeo dei Garanti per la privacy.

Esperienze, quelle dal 1997 in poi, che risalgono a un’era molto diversa, se paragonata allo scenario attuale, ma in cui avanzavano prepotenti i grandi temi dell’oggi: dalla tutela della privacy degli utenti negli scambi di dati tra paesi ai cambiamenti della new economy, fino all’espansione delle tecnologie di controllo.

Con la sua esperienza di giurista e di garante, nel 2014 aveva dato anche apporto alla Commissione di studio promossa dalla presidente Boldrini al fine di stilare il bill of rights dell’internet italiano, e quindi i principi e le linee guida a tutela degli utenti nel nostro Paese. La voce critica di Rodotà, presente nel dibattito pubblico nazionale, non era limitata all’ambito del diritto o del tema della privacy; lo dimostrano alcune prese di posizione del giurista sulle unioni civili, definite dopo i compromessi al ribasso “un’altra occasione persa dal legislatore” o sullo stesso strumento referendario che “male usato produce un effetto divisivo fortissimo”.

Stefano Rodotà è stato anche autore di diversi saggi, come Tecnopolitica, Intervista su privacy e libertà, Il diritto di avere diritti.

www.wired.it

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