Un treno che è un po’ una scatola di sardine

comitato300x200di Stefano Mecorio –

Ormai praticamente ci siamo gemellati. Come le squadra di calcio. Quelle che dopo anni e anni che vedono i propri tifosi scannarsi sugli spalti, ad un certo punto decidono di fare la pace. Così i tifosi si uniscono, e vanno in coppia a menare qualcun altro.
Ci siamo gemellati, si diceva. Noi del Post e il Comitato pendolari ferrovia Roma nord. Ecco, loro sì che avrebbero tutto il diritto di prendere un grosso randello e girarlo in fronte a qualcuno. Ma non lo fanno. Perché sono educati. Loro protestano e basta. E noi gli concediamo volentieri spazio.
Innanzitutto perciò ricordiamo che domani scade il gran concorso (promosso dal Comitato, ovvio) #stazionebrutta. Ne abbiamo già scritto un paio di volte. Perciò se non ne avete letto la colpa è la vostra e stavolta non ci torniamo più sopra (tié). Al massimo spulciate il pezzo in correlato.
Secondo poi, e veniamo alle cose serie, il nuovo problema dei ragazzi è un altro. Che si è risolto da solo, per via dello spirito pacifico che in codesta gente prevale. Ma che poteva finire male, malissimo. E che, tanto per essere chiari, si ripresenterà tra un anno. Giorno più giorno meno.
Partenza. “In quest’ultimo mese la nostra linea ferroviaria è stata particolarmente affollata – spiegano – Si è appena chiusa infatti la festa islamica del Ramadan, il mese di digiuno diurno nel quale si va a pregare in moschea. Quest’ultima, per scendere nel dettaglio, è raggiungibile comodamente utilizzando la Roma-Civita Castellana-Viterbo”.
Perfetto. In sostanza, oltre ai soliti 4mila problemi quotidiani, è arrivato anche il sovraffollamento. Oh, e siamo a luglio. Quaranta gradi all’ombra e lucertole col ventaglio e la bibita ghiacciata.
“Si parla tanto di sicurezza – proseguono l’analisi – anche dopo i tragici recenti fatti di cronaca. Ma come testimoniano i video che riportiamo sul nostro sito, sembra che a Atac non interessi affatto questo importante aspetto di vita pubblica, sulla nostra linea”.
I video stanno sul portale preposto, si possono vedere cliccando su questo link.

L’articolo sul sito del Comitato
Osservandoli l’unico sentimento che si prova è la vergogna, profonda vergogna. “Nessun addetto che vigila e controlla il flusso ininterrotto di pendolari e utenti in genere che transitano in banchina e sui binari – sempre loro – In un paese normale, quando si sa che il numero di utenti che utilizzano un certo servizio pubblico di trasporto è in aumento, si provvede per tempo potenziando le corse e garantendo sicurezza e supporto. Da noi questo non accade mai”.
Già. E stavolta è andata bene. Stavolta…

www.viterbopost.it

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