Il Lazio al voto, la carica dei centonove comuni che rinnovano il sindaco

elezioni27di Valeria Costantini –

Sfida aperta per eleggere sindaci e consiglieri. La stragrande maggioranza, 94 comuni, avrà il sindaco già il 5 giugno. Quindici invece quelli con più di 45mila abitanti che potrebbero andare al ballottaggio il 19. Sofferta la competizione ai Castelli Romani.

Centonove i comuni del Lazio al voto. Da nord a sud è sfida aperta per eleggere sindaci e consiglieri. Solo in quindici località però si arriverà all’eventuale ballottaggio – previsto per il 19 giugno – che vale per i centri con popolazione superiore ai 15mila abitanti: sui 109 alle urne (sul totale dei 378 della Regione), ben 94 sceglieranno i propri amministratori già al primo turno. Spicca un dato: 16 città arrivano da un commissariamento. Sono 44 le competizioni politiche in ballo nella sola provincia di Roma.

I Castelli romani inquieti
Nell’area dei Castelli Romani il panorama è piuttosto inquieto: 4 grandi comuni ai seggi, 2 in amministrazione straordinaria, 2 senza grillini. La sfida di Marino è di quelle sofferte: ad aprile 2015 l’ex sindaco di centrodestra Fabio Silvagni fu arrestato (corruzione) e a settembre arrivò il prefetto Enza Caporale. Cinque oggi i candidati che avranno il compito di ricostruire la fiducia della cittadinanza: Eleonora Di Giulio (Pd), Stefano Cecchi (centrodestra), Giulio Santarelli (Psi), Carlo Colizza (M5S) e Sabrina Minucci (Fratelli d’Italia). Ad Ariccia, a febbraio 2016, dimissioni in massa e caduta del sindaco Pd Stefano Cianfanelli: per la sua poltrona concorrono il collega di partito Mauro Serra, Luisa Sallustrio (Italia dei Diritti), Roberto Di Felice (liste civiche) e Roberto Cuccioletta con FdI. Clamorosa qui l’esclusione dei pentastellati per mancata certificazione dal blog di Grillo.

Niente grilli a Rocca di Papa
Anche a Rocca di Papa niente grillini: la disputa è tra la candidata Pd Silvia Sciamplicotti, Emanuele Crestini (varie liste), Massimo Grasso col centro-destra e infine, a sinistra, Gennaro Spigola. A Genzano ritenta la sorte il sindaco uscente Pd Flavio Gabbarini, che se la vedrà con il “civico” Fabio Papalia, il giovane grillino Daniele Lorenzon, Antonio Rosati (Fi) e le liste dalla società civile. Vicino alla Capitale risaltano le sorti dei piccoli comuni commissariati di Marcellina e Percile (qui per il decesso del sindaco Meriggioli), ma soprattutto quella di Sant’Oreste: arrestato a fine 2014 l’ex sindaco Pd Sergio Menichelli, sospeso dal prefetto perché coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale. Andranno via i prefetti anche dal comune di Bracciano: corrono in sei per la guida della città: Claudio Gentili al rilancio del Pd, poi ci sono i più accaniti oppositori dell’ex primo cittadino, Armando Tondinelli (centrodestra) e Marco Tellaroli del M5S.

Nettuno commissariato
Altro giro, altra corsa e altro comune commissariato, quello balneare di Nettuno, a sud di Roma. Ad aprile 2015 Alessio Chiavetta, sindaco piddino al secondo mandato, sfiduciato e in guai giudiziari, aveva lasciato la carica: da allora a guidare la località c’è il prefetto Raffaela Moscarella. A Nettuno è corsa a nove. Diviso il centrodestra, tra Rodolfo Turano, sostenuto da Fi, e Carlo Eufemi, un ex di lungo corso, già sindaco di Ardea e candidato contro Chiavetta (con lui Noi con Salvini e Fratelli d’Italia). Nemmeno a sinistra c’è compattezza: da un lato Giacomo Menghini appoggiato da Pd e Nuovo Centrodestra, dall’altro il fronte civico di Nicola Burrini, tra i primi a sfiduciare Chiavetta e oggi espulso dem. In corsa anche il grillino Angelo Casto e candidati dalle civiche.

La provincia di Rieti
Nella provincia di Rieti (oltre al commissariato Poggio Bustone), si voterà in dieci comuni: il più popoloso con 20mila abitanti è Fara in Sabina dove la corsa è a quattro. Nel viterbese infine ci sono 21 paesini chiamati alle urne, da Acquapendente a Caprarola, da Vetralla a Montefiascone: anche qui si torna a votare nella commissariata Orte.

roma.corriere.it

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