Elezioni amministrative 2016, Consiglio di Stato riammette la lista di Fassina a Roma e Fdi a Milano

fassina-675I giudici hanno accolto il ricorso dei partiti che potranno correre per le elezioni del prossimo 5 giugno. Sono state così ribaltate le decisioni prese rispettivamente dal Tar del Lazio e della Lombardia.

La lista dell’ex Pd Stefano Fassina a Roma e quella di Fratelli d’Italia a Milano sono state riammesse alla corsa per le amministrative. A deciderlo è stato il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso dei partiti. Sono state così ribaltate le decisioni prese rispettivamente dal Tar del Lazio e della Lombardia. Entrambe le formazioni erano state escluse dalla competizione per vizi di forma dalle commissioni elettorali. “Sono felice”, ha scritto il candidato Fassina su Twitter, “la sinistra torna in campo a Roma più forte di prima”. I giudici hanno sottolineato l’importanza del principio democratico della massima partecipazione alle consultazioni elettorali nei casi in cui le liste siano in possesso di tutti i requisiti sostanziali e formali essenziali richiesti dalla legge.

Il Consiglio di Stato, si legge in una nota, ha riformato la sentenza del Tar Lazio e ha accolto l’appello proposto dalle liste “Sinistra per Roma Fassina Sindaco” e “Rete Liberale”, di sostegno al candidato sindaco Marchini, ammettendole a partecipare alla prossima consultazione elettorale per le amministrative. La sentenza di merito è stata resa dal Consiglio di Stato il primo giorno lavorativo successivo alla presentazione dell’appello. Le liste erano state escluse per la mancata indicazione in alcuni atti della data di autenticazione delle sottoscrizioni. Il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittima tale esclusione perché nessuna disposizione di legge prevede, per la materia elettorale, la nullità di tali autentiche quando siano prive di data, purché risulti certo che l’autenticazione sia stata effettuata nel termine previsto dalla legge.

Palazzo Spada ha, inoltre, riformato la sentenza del Tar Milano e ha accolto l’appello proposto dalla lista “Fratelli d’Italia”, che era stata esclusa dalla competizione elettorale per l’elezione del Consiglio comunale di Milano per la mancata presentazione delle dichiarazioni di assenza delle cause di incandidabilità. Tale esclusione è stata ritenuta illegittima in quanto è risultato che tali dichiarazioni fossero state depositate, complete in tutti i loro elementi, il giorno successivo, e che il ritardo fosse addebitabile ad un comportamento tenuto dalla stessa amministrazione.

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