Comunali Fara Sabina. Basilicata risponde a Tulumello: «E’ nervoso»

E’ una riposta prettamente politica, in linea con il caldo clima elettorale, quella che il sindaco uscente Davide Basilicata in corsa per il bis con Noi Fara, dà allo sfidante di Fara bene comune, Carmelo Tulumello.
Che ieri, partendo dalle rilevazioni del revisore dei conti rispetto al rendiconto 2015, aveva denunciato una serie di anomalie nel bilancio: «Il ritardo nella presentazione degli atti che pregiudicherebbe la sua discussione nella seduta del 19 maggio. E la scelta di non applicare il sistema di calcolo del Ministero per determinare il fondo crediti di dubbia esigibilità con l’unico scopo di occultare, a fine mandato, un disavanzo di amministrazione con un finto avanzo».

Ma Basilicata, quello politico, parla «di cuore e non di numeri» e spedisce al mittente le accuse «del candidato di fuori Fara, Tulumello, che ha fatto un attacco così scomposto forse perché nervoso». Senza mai entrare nel tecnico. Assicura (?) che per quello ci sarà spazio in consiglio. Che il 19 si farà. «Sulla presunta illegittimità della convocazione del consiglio comunale, ricordo che gli atti sono depositati in comune dal 29 aprile – dice – Questo conta e un burocrate dovrebbe saperlo. Mentre il servizio di consultazione telematica è aggiuntivo per agevolare i consiglieri». Basilicata bolla poi Tulumello come un papa straniero «che proprio perché di un altro Comune non ama Fara e vuole solo denigrarla e tifa perché fallisca. Speravo – continua – avessero capito che giocare con i numeri per spaventare e confondere gli elettori non funziona come metodo per vincere. Chi punta il dito sui conti di Fara è qualcuno che fino a ieri è stato dirigente della Provincia di Rieti, che ha serie difficoltà ad approvare il bilancio a causa della mancanza di risorse e incastri normativi che affliggono anche i Comuni. Ci aspettavamo maggiore onestà intellettuale».

Dribbla su «i freddi numeri» e punta a «rassicurare la popolazione e ristabilire la verità, denunciando come le continue modifiche alla normativa abbiano portato gli uffici comunali ad un’estenuante rincorsa per reinterpretare ogni volta nuove leggi, riuscendo comunque a fare un lavoro importante per superare difficoltà storiche. Quando ci si vanta di aver lasciato in cassa qualche centinaia di migliaia di euro, ci si dimentica di dire che non si pagavano i fornitori, non si riscuotevano i ruoli di tasse tributi e servizi, non si recuperavano i crediti dell’evasione. Tutte azioni – conclude – che noi stiamo compiendo con orgoglio e sicurezza».

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