Un tuffo nella storia attraverso le gallerie segrete del Duce

di Maria Sirsi –

In occasione del 72° anno dal bombardamento del monte Soratte avvenuto il 12 Maggio 1944, l’associazione culturale “Bunker Soratte” ha organizzato sabato e domenica scorsa, un tuffo nelle viscere del Monte Soratte, nella provincia nord di Roma, a 300 m sotto la roccia all’interno delle gallerie che ospitarono il Comando Supremo del generale Kesselring durante la Seconda Guerra Mondiale e che vennero riconvertite in Bunker Antiatomico per il Governo Italiano durante la Guerra Fredda.

Un viaggio nella storia in uno dei posti più oscuri, misteriosi e segreti del ‘900 dove suoni, odori e resti di architetture militari sono fermi alla seconda guerra mondiale quando il maresciallo Kesselring installò dentro questi tunnel una vera e propria città sotterranea approntando il comando supremo di tutto il sud Europa.

Alle visite guidate hanno fatto da cornice rievocazioni storiche, filmati e allestimenti museali ricavati all’esterno ed all’interno dei bunker con un centinaio di figuranti in uniforme d’epoca, altrettanti veicoli storici militari e civili, e un air-show.

Nel 1937, per volere di Benito Mussolini, venne avviata sul Monte Soratte, data la vicinanza con la Capitale, la realizzazione di numerose gallerie all’interno della montagna, che sarebbero dovute servire da rifugio antiaereo per le alte cariche dell’Esercito Italiano, pur sotto le mentite spoglie di fabbrica di armi. Una delle più grandi ed imponenti opere di ingegneria militare presenti in Europa, una vera e propria città sotterranea con circa 4 km di lunghezza.

Le gallerie si prestarono come valido rifugio segreto per le truppe naziste e resistettero al pesante bombardamento del 12 maggio 1944. Sembrerebbe che, prima di abbandonare l’area, il Feldmaresciallo dette ordine di minare ed incendiare tutto il complesso e di interrare delle casse contenenti parte dell’oro sottratto alla Banca d’Italia che non sono mai state ritrovate. Per anni, dopo la fuga delle truppe tedesche, il complesso visse periodi di totale abbandono.

Nel 1967, durante gli anni della Guerra Fredda, la N.A.T.O. modificò un tratto delle gallerie, che assunse l’aspetto di bunker anti-atomico, che avrebbe ospitato il governo italiano e il presidente della repubblica in caso di attacco atomico sulla capitale. I lavori si protrassero fino al 1972, quando vennero bruscamente interrotti. Da alcuni anni l’area è stata riacquisita dal Comune di Sant’Oreste.

Oggi le gallerie sono visitabili grazie all’impegno dell’Associazione Culturale “Bunker Soratte” che si occupa di valorizzare, riesumare la storia, i miti e le leggende che gravitano attorno alle gallerie. Lo scopo dei volontari è scoprire un capitolo di storia che costituisce un piccolo ed incredibile tassello del più grande mosaico della storia d’Italia del Novecento: dalle officine protette del Duce, al quartier generale segreto delle truppe naziste, fino ai più recenti rifugi anti-atomici del governo italiano, oltre 4 Km di gallerie riconsegnate, solo da poco, ai civili. Un vero e proprio “Percorso della Memoria”.

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