Roma 2024, il piano delle Olimpiadi. Si arriverà in metro a Tor Vergata

montezemoloDue ipotesi per arrivare a Tor Vergata, sempre in metropolitana, usando o la metro A oppure la metro C. Il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino e il collegamento con la stazione Termini. La chiusura dell’ormai leggendario «anello ferroviario» (se ne parla da almeno trent’anni…) con la stazione di Saxa Rubra e l’attraversamento del Tevere. Il potenziamento della ferrovia Roma nord, quella che collega la zona della Rai — dove finirà il media center — con piazzale Flaminio.

Servono circa dieci miliardi

Perché le Olimpiadi a Roma, nel 2024, dovrebbero servire «a fare le opere necessarie alla città e che poi resteranno nel futuro». Niente previsione sui costi, però. Anche se, a spanne, parliamo di almeno una decina di miliardi di euro. Uno dei nodi principali è quello della metro C: proseguire fino a Farnesina, oltrepassando il centro e poi il Tevere, oppure no? E ancora: va prolungata, dall’altra parte, dal capolinea di Montecompatri per arrivare in zona Tor Vergata? O è meglio allungare il tratto della metro A da Anagnina, soluzione che appare tecnicamente più semplice (e anche, probabilmente, più economica). Montezemolo parla di «due soluzioni in campo, possibili entrambe» e nelle settimane scorse c’è stato un incontro sull’argomento proprio col Consorzio Metro C. Solo per le metro, comunque, la previsione di spesa sfiorerebbe i tre miliardi di euro: un paio per finire la C verso lo stadio Olimpico, il resto per l’altra «variante» oppure per la linea A.

Il piano sulla mobilità

Poi occorre un piano sulla mobilità cittadina. La zona del villaggio olimpico dovrebbe essere a non più di mezz’ora, secondo il Cio, dal principale impianto di gara (cioè l’area del Foro Italico). E anche con l’Olympic Lane (la corsia riservata ad atleti, operatori della stampa e addetti ai lavori), anche ad agosto, ci vuole un mezzo miracolo. Gli altri interventi «cittadini» riguardano sicuramente i collegamenti da e per l’aeroporto di Fiumicino: aumento delle frequenza del trenino verso la stazione Termini, miglioramento della viabilità sull’autostrada. La «cura del ferro» passa anche attraverso il potenziamento della ferrovia «Roma nord», quella che da Saxa Rubra porta a piazzale Flaminio, con la creazione di una nuova stazione vicino al media center per chiudere, appunto, l’anello ferroviario. «Attenzionato» anche il Tevere, in particolare le sue banchine, e le piste ciclabili. Non mancano, ovviamente, le criticità. Prima fra tutte, la costruzione del bacino remiero in zona Fiera, da 2,5 chilometri di lunghezza, che ricadrebbe nell’area di massimo vincolo dell’aeroporto di Fiumicino. O le fasi eliminatorie della pallavolo al Palazzetto. Sicuri che bastino 4 mila spettatori?

roma.corriere.it

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