Appalti e rifiuti, in 13 davanti al giudice

corpo-forestaleAppalti e rifiuti in udienza preliminare.

E’ arrivata ieri in tribunale l’inchiesta sul giro di presunte gare truccate per la raccolta differenziata. Prima udienza, primo rinvio per problemi di notifica.

A ottobre, il gup del tribunale di Viterbo deciderà se rinviare a giudizio o prosciogliere i tredici indagati (uno solo archiviato dei 14 iniziali: Enrico Fonti, consulente del comune di Graffignano). 

Nel calderone, impiegati comunali ed ex amministratori locali, come Fabrizio Marchini, sindaco di Graffignano fino al 2009 e il suo vice Giulio Tullio Curti. E poi dirigenti e persone che, a vario titolo, hanno seguito le gare per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata tra Corchiano, Graffignano, Rignano Flaminio, Collevecchio e Sant’Oreste.

Dieci gli appalti finiti sotto la lente degli inquirenti. Quelli viterbesi risalgono al 2009-2010. Gli altri potrebbero anche subire uno stralcio e arrivare davanti ai tribunale di Roma e Rieti, per competenza territoriale.

L’indagine, coordinata dai pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, è stata seguita interamente dal Nipaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale) della forestale. Gli investigatori individuano in Michele Imperiale e Cristian Comin le figure imprenditoriali di spicco dell’inchiesta. Imperiale, 52enne, è nato a Terni ma abita a Genova. Sarebbe stato lui il più attivo nei tentativi di  pilotare le singole gare, immediatamente seguito da Cristian Comin, gestore della Gesta Srl di Treviso. Un nome molto noto in provincia, nell’ambito della raccolta rifiuti. Ma nemmeno Comin è viterbese: 39enne, vive e lavora nel Trevigiano.

Secondo gli accertamenti dei forestali, la proposta ai comuni di un progetto di raccolta differenziata “chiavi in mano”, con l’abbattimento dei costi di discarica, sarebbe venuta da Imperiale e Comin. Ma l’apparente risparmio per le casse comunali sarebbe stato annullato dai costi del nuovo sistema e dai profitti per le ditte aggiudicatarie. La strategia è la solita: offrire servizi a un ribasso minimo a scapito dei comuni. 

Gli atti di indagine parlano di “accordi collusivi e fraudolenti” tra imprenditori “in merito al contegno che le ditte invitate dovevano tenere” sui contenuti delle offerte. E poi, gli elenchi delle aziende partecipanti passati sotto banco a Imperiale da impiegati comunali compiacenti. Bandi stilati quasi a quattro mani con gli imprenditori, secondo gli inquirenti, come nel caso di Rignano Flaminio, dove si parla di una bozza consegnata prima dell’approvazione o di “bando il cui contenuto recepisse le indicazioni fornite da Imperiale” e dal suo collaboratore indagato Alessandro Ceccarelli.

Gli altri inquisiti sono gli imprenditori e delegati di varie ditte Maurizio Tonnetti, Gianni Rossetti, Piergiovanni Davy. Poi, gli amministratori: Marchini, Curti e l’assessore all’Ambiente di Rignano Giovanni Gaspari.

E infine gli impiegati comunali: l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Graffignano Torquato Nisi; il responsabile dell’ufficio tecnico di Corchiano Andrea Bacchiocchi; il tecnico comunale di Sant’Oreste Franco Diamanti; l’impiegata al comune di Collevecchio Angela Ruggeri.

Nessuno dei comuni, almeno per ora, si sarebbe costituito parte civile.

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