Nuova stazione Cotral di Passo Corese, senza telecamere sicurezza a rischio

stazfar28di Paolo Giomi –

Il Comune di Fara si era impegnato a installare la videosorveglianza nell’area.

Tutto molto bello, nuovo, funzionale. Ma ora che l’autostazione Cotral di località Prato dell’Olmo, a Passo Corese, è stata riqualificata con un intervento finanziato dalla stessa compagnia laziale del trasporto su gomma, chi provvederà a controllare e monitorare lo stato dell’arte, evitando che la zona torni allo stato di degrado in cui ha imperversato per decenni?

La domanda, in realtà, rivela un “giallo”, quello della mancata realizzazione di un impianto di videosorveglianza nell’area. Che era l’unico compito affidato all’amministrazione comunale di Fara Sabina, non competente per territorio (l’area è sotto la giurisdizione del Comune di Montelibretti, ndr), ma sottoscrittrice di un protocollo d’intesa secondo cui, per l’appunto, avrebbe dovuto installare in località Prato dell’Olmo gli “occhi elettronici” in grado di controllare struttura e pertinenze, soprattutto nelle ore notturne (il giorno ci sarà del personale Cotral e presidiare l’area, ndr). Un’operazione che, al momento della sottoscrizione dell’accordo, fu autorizzata anche dalla Prefettura di Rieti, in virtù della necessità, per Fara Sabina, di dover “varcare” il confine territoriale con Roma, pur essendo la zona pienamente adiacente all’abitato di Passo Corese.

 

Qualcosa, però, non funzionò, e l’impianto di videosorveglianza, ad oggi, non è stato ancora realizzato. E a giudicare dalla situazione odierna del Comune di Fara Sabina, il commissariamento della giunta e l’arrivo di due funzionari della Prefettura a guidare l’Ente, appare difficile che si realizzerà in futuro. Ma come mai Fara Sabina non ha tenuto fede agli accordi presi con gli altri enti protagonisti della riqualificazione di Prato dell’Olmo? “Questo dovreste chiederlo agli amministratori di Fara Sabina – precisa il sindaco di Montelibetti, Luca Branciani – non so cosa succede in casa d’altri, so solo che stando al protocollo d’intesa sottoscritto tra le parti, quell’opera sarebbe dovuta essere di competenza del Comune di Fara Sabina. Noi siamo andati avanti, e grazie alla collaborazione di Cotral e Regione Lazio abbiamo portato a termine la riqualificazione completa dell’area, che ora, però, rischia di essere vulnerabile dal punto di vista della sicurezza. Per questo, in un modo o nell’altro, o attraverso Cotral, o attraverso il Comune di Montelibretti, in caso di mancata realizzazione dell’impianto provvederemo noi a realizzarlo. Perché non possiamo permettere che un investimento pubblico importante rischi di venire vanificato per il rischio che degrado e abbandono tornino a popolare questa porzione di territorio”.

Un degrado e un abbandono che è stato raccontato nel quotidiano solo ed esclusivamente dal Corriere di Rieti. E non dal 2014, quando l’area è divenuta di interesse anche per il capoluogo, ma dal lontano 1999, anno della realizzazione della struttura. Dando voce ai pendolari sabini tutti. Sempre.

corrieredirieti.corr.it

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