Cosa si può e non si può fare in Italia dal 18 maggio

di Albachiara Re –

Si entra nel vivo della fase due, con bar, ristoranti e parrucchieri che tirano su le serrande. Il governo, con il suo ultimo decreto, ha dettato le linee guida, delegando alle regioni le modalità di applicazione e il calendario di aperture.

“Il nuovo decreto legge da lunedì 18 maggio ci consente di entrare a pieno regime nella fase due. […] I dati della curva epidemiologica sono incoraggianti, ci confermano che gli sforzi collettivi fin qui fatti hanno prodotto i risultati attesi”. Come enunciato dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa il 16 maggio, l’Italia è pronta a entrare nel vivo della fase di convivenza con il virus. Un avvio di normalità di cui beneficeranno 824.255 attività commerciali, tra bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti e negozi al dettaglio. Rimane un ampio potere discrezionali delle regioni che, in virtù delle linee guida dettate dal governo con l’ultimo dpcm, potranno decidere se adottare misure più o meno restrittive in base alla situazione dei contagi della propria zona.

Gli spostamenti
Non c’è più alcuna limitazione per gli spostamenti all’interno del proprio territorio regionale: ci si può muovere in completa libertà e autonomia, senza più l’obbligo di esibire un’autocertificazione che attesti il motivo dello spostamento. Quindi si potrà raggiungere la seconda cosa o semplicemente fare una passeggiata. Rimangono, però, le limitazioni di spostamento extra-regionale: è possibile spostarsi al di fuori del territorio della regione solo per fare ritorno al proprio luogo di domicilio o residenza, presentando l’autocertificazione che lo dimostri. Questo tipo di spostamenti sarà libero solo a partire dal 3 giugno. “Resta il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata”, ha sottolineato il premier.

Bar e ristoranti
In questo caso, valgono le linee guida regionali e, soprattutto, le aperture variano da territorio a territorio. Se in Veneto e in Emilia-Romagna, riprenderanno normalmente queste attività, in altre regioni, come il Piemonte, si dovrà attendere ancora qualche giorno. In ogni caso, nei ristoranti è obbligatoria la prenotazione e i clienti saranno disposti in modo da rispettare la distanza di un metro di sicurezza. È obbligatorio l’uso della mascherina che può essere rimossa solo al momento della consumazione e sono vietati i buffet e la consumazione al banco è consentita solo “solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti”, si legge nel decreto.

Parrucchieri e centri estetici
I gestori dei servizi di cura alla persona, proprio come nel caso dei bar e ristoranti, hanno dovuto ripensare completamente la gestione degli spazi al fine di assicurare sia la sicurezza dei clienti che quella del personale. Infatti sono molte le attività di questo tipo che, nonostante le disposizioni del governo e quelle delle singole regioni, dal 18 maggio rimarranno ancora chiuse a causa dei lavori di adeguamento da apportare ai locali della propria attività. La prenotazione sarà comunque obbligatoria e si dovrà rilevare la temperatura corporea dei clienti. Le sedute dovranno essere a un metro di distanza l’una dall’altra e verrà eliminato il materiale potenzialmente infettivo, come cataloghi e riviste. Gli ambienti e tutto gli strumenti non usa e getta dovranno essere sterilizzati e igienizzati.

Palestre, spiagge e hotel
Si potrà riprendere a fare attività fisica in palestra, piscina o in altri stabilimento sportivi, ma privilegiando l’attività individuale e assicurando la distanza di sicurezza tra le persone. Infatti, almeno per il momento, sono ancora vietati gli sport di gruppo. Riaprono stabilimenti e hotel. In spiaggia, bisogna distanziare i lettini di un metro e lo stesso provvedimento vale anche per le spiagge libere. Non è permesso il gioco di gruppo in spiaggia, per evitare assembramenti e contagi, mentre ci si può divertire rimanendo in acqua: giocando a racchettoni o facendo surf, nuoto e windsurf. Le attività alberghiere, invece, dovranno evitare assembramenti a far rispettare il distanziamento sociale nelle aree comuni. Sarà possibile anche rilevare la temperatura corporea dei clienti al momento del check-in.

Infine, per quanto riguarda le altre attività ricreative e di intrattenimento, come cinema, teatro e concerti, il nuovo obiettivo temporale a cui guardare è quello del 15 giugno. Ma le presenze del pubblico saranno limitate a 200 persone al chiuso e 1000 all’aperto, con posti alternati e preassegnati e mascherina sempre obbligatoria. Rimarranno comunque chiuse discoteche e locali in cui si balla.

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