Fara in Sabina, il sindaco Basilicata sempre più solo minaccia querele contro chi lo ha insultato sui social

_basilicataFara in Sabina, il sindaco Basilicata sempre più solo minaccia querele contro chi lo ha insultato sui social.

Il castello di carta dell’amministrazione Basilicata è definitivamente caduto. Buttato giù, incredibile ma vero, dallo stesso sindaco di Fara Sabina, che con la proposta di prelevare forzosamente dai pubblici dipendenti e dai pensionati  dai 1500 euro in su in favore degli autonomi e dei privati scrive, forse in maniera definitiva, la parola “fine” sulla sua favola amministrativa, durata quasi 10 anni.

Sembra quasi assurdo, guardando dall’esterno, parlare di equilibri politici e di maggioranze all’indomani di un’emergenza senza precedenti, che a Fara Sabina, come in ogni altra parte d’Italia, ha generato e continua a generare sofferenze e preoccupazioni. Eppure, dopo una prima fase in cui la politica tutta, con grande senso di responsabilità (in primis del sindaco, va riconosciuto, ndr), ha cercato di tamponare l’emergenza sotto un’unica bandiera, adesso, con l’avvio della “fase 2”, non può non tener contro dell’immenso strappo consumatosi all’interno della maggioranza di centrodestra. Non una cosa qualsiasi, non un banale “sgarbo” riconducibile ai giochi della politica; quello che è accaduto nella maggioranza farense nelle ultime 48 ore è destinato a lasciare il segno, anche dopo l’emergenza contingente, e soprattutto a segnare il passo in vista degli equilibri per le prossime elezioni amministrative, in programma fra meno di un anno. Il sindaco è arrivato a minacciare azioni legali e risarcitorie contro chi lo ha pesantemente criticato sui social tra i quali ci sono anche diversi esponenti della maggioranza.

Perché a giudicare dai commenti e dalle prese di posizione (e soprattutto di distanza) nei confronti del sindaco farense, verrebbe da dire che la misura, all’interno della maggioranza, è ormai colma. Sia per chi da tempo, ormai, vive nella maggioranza come “separato in casa” (su tutti il consigliere della Lega Fabio Bertini, in rotta permanente ormai con il sindaco, ndr), sia per chi, seppure con toni più morbidi, ha manifestato in più occasioni il proprio dissenso nei confronti delle politiche ammnistrative (vedi alla voce Fratelli d’Italia, ergo Simone Fratini e Chiara Costantini, ndr).

La novità delle ultime ore, se così si può dire, è rappresentata da Tony La Torre, uno degli ex fedelissimi del sindaco di Fara, che con il suo videomessaggio postato su Facebook sancisce la definitiva separazione di un percorso politico durato quasi 15 anni. Cosa non da poco, se si considera che La Torre mai prima d’ora aveva preso così nettamente le distanze dal suo ex mentore politico. Il che, considerando il bacino elettorale del coordinatore comunale di Forza Italia, concentrato quasi esclusivamente su Passo Corese, risulta essere fonte di preoccupazione non da poco per il sindaco in carica, che proprio sulla più importante frazione comunale punta la sua sopravvivenza politica, considerando ormai persa in maniera definitiva la parte alta del Comune, salvo clamorosi capovolgimenti di facciata di Giacomo Corradini, che ha sposato e sponsorizzato il progetto di “Fara 3.0” di Roberta Cuneo, dando di fatto il benservito a Basilicata.

corrieredirieti.corr.it

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