Telese, Mario, Berlinguer e Ferilli

Luca Telese
QUALCUNO ERA COMUNISTA
pp. 756 – € 22,00
Sperling & Kupfer

Pagina 407

Roma, 18 gennaio 2008. L’incontro di Mario con Erìco (Berlinguer) è di quelli che fanno sbocciare un amore a prima vista. «E chi se lo scorda?» sospira lui. «Ho conosciuto il segretario a Fiano Romano, in un’occasione particolare per i comunisti romani e della Sabina, ovvero nel pranzo luculliano che ogni anno veniva organizzato dal compagno Giuliano Ferilli, il padre di Sabrina». A ridosso dell’evento, nelle case comuniste iniziava una sorta di dieta, in previsione dei menu porchettati che imbandivano sempre le tavolate ferilliane. Ma quello che Mario non immagina è che la sera della cena si ritroverà a chiacchierare con il segretario generale in persona: «Eravamo quasi alla frutta, quando Ferilli mi chiama, e dice a Berlinguer: ‘Te devo presenta un compagno particolare…’»

Giuliano Ferilli

Mario si avvicina al centro della tavola, e ricorda che quasi gli viene da balbettare: «Sai, compagno Berlinguer, ho una piccola officina, non molto lontana da casa tua…» Con sua grande sorpresa, il segretario indovina subito: «Erìco mi fa: ‘Ma tu non sei quel compagno famoso che lavora nell’officina dell’AGIP di corso Francia? Non sei iscritto anche tu alla sezione Ponte Milvio, quella dove prendo la tessera anch’io?’» Mario unisce le mani: «Be’, rimasi di stucco, mi pareva incredibile che lui, il segretario, potesse sapere di me». Poi cambia di nuovo discorso: «Fu una grande battaglia quella del congresso di Ponte Milvio. Alla fine, insieme al voto sulle mozioni, ci fu anche quello sul famoso ritratto di Stalin…» (…)

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