Torrente Farfa invaso dai rifiuti, chiesta la bonifica

farfa08di Paolo Giomi –

Dopo l’emergenza sulla pubblica sicurezza arriva quella ambientale. Gli strascichi del nubifragio che lo scorso 23 maggio ha messo in ginocchio l’abitato di Castelnuovo di Farfa e l’intera area circostante sembrano non volersi fermare. Anzi. A due settimane dalla bomba d’acqua che ha letteralmente mandato in tilt comunicazioni e viabilità sia dentro il centro abitato che nelle campagne – con la Provincia di Rieti costretta a chiudere per diverse ore la strada provinciale mirtense, principale via di comunicazione della zona – arriva la lettera con cui gli uffici tecnici del Comune sabino paventano l’ipotesi di una potenziale contaminazione delle acque del torrente Farfa. Eventualità che, se confermata dagli enti interpellati, rappresenterebbe una vera e propria emergenza non solo per Castelnuovo, ma per un’area molto più vasta, che comprenderebbe anche gli altri territori “toccati” dal primo affluente reatino del fiume Tevere. Nella lettera, che è stata inviata contemporaneamente a Provincia di Rieti, Regione Lazio (Assessorato ai lavori pubblici), Arpa Lazio, Prefettura di Rieti e Ministero dell’Ambiente, gli uffici del Comune di Castelnuovo di Porto denunciano il rischio di “potenziale contaminazione delle acque del fiume Farfa e del territorio circostante”, chiedendo un “immediato intervento di bonifica ambientale e di messa in sicurezza permanente dell’area”. Nello specifico, le operazioni dovranno riguardare la rimozione dei rifiuti sparsi ovunque dalle piogge del 23 maggio, e ancora lo svuotamento di alcune vasche, la raccolta di eventuali sostanze inquinanti che potrebbero essere fuoriuscite durante il nubifragio, e infine l’installazione di recinzioni per la messa in sicurezza dell’area interessata e la sua sorveglianza. Già durante il violento nubifragio che si è abbattuto su quella porzione di Sabina lo scorso 23 maggio erano state rilevate criticità non di poco conto dal punto di vista ambientale, come ad esempio il danneggiamento grave del depuratore comunale, che potrebbe aver generato la fuoriuscita di liquami sversati nei terreni, e anche nell’alveo del torrente Farfa. Sarà ora compito degli enti preposti, dalla Provincia all’Arpa, verificare se l’allarme lanciato l’altro ieri dal Comune di Castelnuovo – la lettera porta la data del 6 giugno – corrisponda ad una effettiva contaminazione dell’equilibrio ambientale del torrente sabino. E, nel caso, intervenire immediatamente.

corrieredirieti.corr.it

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>