Fiano Romano, un guerriero, un eroe, incontra gli alunni di una scuola della zona

ultimo18di Ettore Lembo –

Quando parliamo di “Guerrieri Eroi” intendiamo in genere quelli dei racconti, dei fumetti, dei miti di altri tempi che suscitano nella nostra fantasia, quella ammirazione e spirito di emulazione che infonde sicurezza, forza e determinazione, grande spirito di giustizia e rispetto.
Sprezzanti del pericolo, coraggiosi, superbi? Oppure umili, con grande senso del dovere, con un grande amore verso la giustizia e verso il prossimo in difesa dei più deboli e contro i soprusi che la società umana sa ben offrire?

Ettore, l’eroe per eccellenza, guerriero troiano, descritto da Omero nell’Iliade, che impavido ha saputo
affrontare il nemico per difendere la sua città, consapevole di andare incontro alla morte.
I vari eroi della prima e seconda Guerra Mondiale che con le loro gesta raccontate dai posteri si sono
guadagnati quel nobile appellativo Tex Willer, Ranger della prateria del Texas ed eroe dei fumetti, che con la sua squadra composta da pochi ma fidati uomini faceva rispettare la legge nel mitico FarWest, scontrandosi con i cattivi e mettendoli in riga per il trionfo della giustizia.

Quali guerrieri, quali eroi oggi, in una società dedita al consumismo frenetico, all’apparire piuttosto che all’essere, nella quale “chi conta” è colui che più ha da mostrare e dove quindi l’esteriorità ha preso il sopravvento?
Eppur ci sono, esistono, sono uomini umili senza superbia, che toccano il cuore sia con le parole, sia con le loro azioni e che quando ti salutano poggiano la mano sul tuo cuore infondendo ammirazione, amore e rispetto. Uno di questi, uno dei rarissimi Uomini, guerriero ed eroe che l’Italia può annoverare tra il suo popolo, conosciuto come “ Capitano Ultimo”, oggi Colonnello della prestigiosa Arma dei Carabinieri, Lunedì 15 Aprile ha incontrato i ragazzi delle scuole in occasione della manifestazione organizzata e voluta da gli Istituti comprensivi di Fiano Romano e Civitella San Paolo, dirigente scolastico Loredana Cascelli, in collaborazione con l’Associazione A.N.C. F.A.R.G.L. presidente Paola Vegliantei, e con il Patrocinio dei comuni della Valle del Tevere presidente Silverio de Bonis, sindaco di Filacciano, tutti e tre presenti e partecipi.

Manifestazione nell’ambito dei progetti di “educazione alla legalità e cittadinanza attiva” dal titolo :
“7° non rubare” Capitano Ultimo, l’uomo, l’ufficiale dei Carabinieri che insieme ad i suoi pochi ma fidati uomini, svolgendo in prima persona pericolosi compiti di investigazione, assumendosi responsabilità personali, pur nel rispetto massimo della norme, spesso di difficile interpretazione e forse poco in sintonia con le reali esigenze di chi vive di azione, li ha condotti e guidati all’arresto del più pericoloso “boss della mafia siciliana” Totò Riina. Capitano Ultimo, il comandante che ha ispirato si un film che descrivesse la pericolosa e prestigiosa cattura del pericoloso criminale mafioso, ma che ha segnato la sua vita e quella degli uomini e le donne che lo circondano, costringendoli alla più assoluta riservatezza , discrezione e anonimato, al punto di apparire sempre con il volto coperto per evitare di farsi riconoscere, in clandestinità come lui si definisce fieramente.

Ed è così che noi giornalisti, prima nella consueta sala stampa, poi insieme ad i ragazzi lo abbiamo
incontrato, all’interno del palazzetto dello sport di Fiano Romano.
Tante le domande fatte in sala stampa ed a ciascuna una risposta precisa, leale, dalle quali traspare, umiltà, rispetto, giustizia, senso di appartenenza allo Stato cui ha giurato fedeltà, ma soprattutto nessuna superbia e tanta umanità. Riporto alcune sue frasi affinché ciascuno possa dare la propria interpretazione liberamente, come lui crede sia giusto.

“Le istituzioni non le comprendo più tanto bene … sono gli uomini che si devono guardare negli occhi”
Ed è guardando negli occhi, con quegli occhi che sono l’unica parte del suo viso non coperto dalla sciarpa, che pronuncia le sue frasi a risposta di ogni domanda e dalla quale traspare, amore, determinazione, coscienza di ciò che ti sta dicendo e responsabilità di ciò che ti trasmette.

Ed ancora: “ il popolo deve riprendersi il dominio di se stesso e non subire la televisione”
Tante volte ha ripetuto “ io non sono nessuno” Alla domanda “ come possiamo aiutarla?” la risposta: “ scriva quello che sente dentro dopo aver ascoltato ed aver visto, con onestà.”
Ma se noi giornalisti avremmo voluto continuare a fargli domande, fuori da gli schemi, forse anche noi
desiderosi di sapere e conoscere, di …. Non sono stati di meno i ragazzi, gli scolari, gli studenti che lo hanno accolto con grande ovazione compostamente ordinati sugli spalti del palazzetto dello sport ed all’interno del campo di fronte al tavolo dal quale il Capitano Ultimo avrebbe dovuto parlare e rispondere alle domande.

Da quel tavolo ha spiegato ad i tantissimi giovani il suo lavoro, quello che ha fatto fino ad ora, il suo
impegno, la sua appartenenza all’Arma dei Carabinieri che con tanto amore ha definito determinante ma discreta, Carabinieri che non stanno al centro della scena ma in un angolo discreti, pronti ad intervenire con forza e determinazione, e quel preciso momento indicava Il Comandante della locale Stazione ed un suo altro uomo, presenti ed attenti ma discretamente in un angolo.

Già l’Arma dei Carabinieri tanto amata da gli Italiani, fermo punto di riferimento per il popolo che il
disordine, il kaos vorrebbe sminuire così come tende a sminuire tutti quei valori come onestà, giustizia e fedeltà che contraddistinguono i Carabinieri.
Bella la domanda di uno degli alunni: “E’ stato mai tradito?” la risposta immediata che non lascia spazio a nessuna interpretazione : “l’Importante è che io non tradirò mai”.
Ad un tratto, rompendo ogni “protocollo” spiazzando la sicurezza, che con grande professionalità lo tutela e lo protegge, pur se con grande discrezione, è andato tra i ragazzi per rispondere alle infinite domande azzerando quel distacco tra lui ed i giovai alunni, confermando così la sua manifesta fiducia nel futuro, attraverso i giovani.

Cosa è la mafia, gli chiede qualcuno dei ragazzi, la sua risposta è stata, la violenza, il sopruso , la vessazione . Come ha scoperto il covo di Riina? Seguendo le persone, come ci ha insegnato il Generale Dalla Chiesa, dimostrando così la sua ammirazione e fedeltà al Generale barbaramente ucciso dalla mafia a Palermo. Perché si chiama “Ultimo”? ancora la domanda di un alunno ed ecco la sua risposta: “da piccolo vi era uno che voleva esser sempre primo e mi dava fastidio, così come per molti il nome è importante, ma non è il nome che ti da dignità ma ciò che fai, per questo ho scelto Ultimo”. Quale è il miglio reparto cui è stato? La risposta non ha avuto storia, “La stazione dei Carabinieri”. Come si combatte la mafia? È la domanda di uno dei tantissimi alunni vicino a lui : “la mafia si combatte insieme, basta essere uniti, anche in pochi e non aver paura” quasi a calcare le frasi dette da Papa Giovanni Paolo II in un famoso discorso contro la mafia quando intimò ad i criminali “Pentitevi” e rivolto al popolo disse ”Non abbiate paura”.

Fu a questo punto che il Capitano Ultimo ha detto: “mi aspetto che la gente chiede: perché non sconfiggete la mafia?” ed ancora “Ho fiducia in Voi giovani, fate questa domanda”.
Chissà quante domande ancora avrebbero voluto fare i ragazzi, ma ogni cosa ha un termine forse per
ragioni di sicurezza, forse per altri impegni ad un certo punto il Capitano ultimo ha dovuto “forzatamente” salutare tutti e così come arrivato, andar via circondato e protetto dai suoi fedeli uomini e donne anch’essi incappucciati per non farsi riconoscere, per evitare che posano essere riconosciuti e riconducibili a lui, essendo probabilmente “segnato sul libro nero” di Leoluca Bagarella condannato all’ergastolo con carcere duro in regime di 41bis.
Si è così concluso un avvenimento importante quindi, ché ha fatto incontrare un EROE con i giovani che sono il futuro su cui bisogna puntare e non distruggere come siamo stati tutti capaci di fare.
Questo incontro tra un Eroe e i giovani studenti di età adolescenziale, significa dare fiducia , educazione, forza e coraggio, ma soprattutto speranza a questi, non con la solita lezione noiosa, ma facendogli vivere la positività che l’insegnamento diretto di un eroe può dare, creando loro le giuste difese contro ciò che introduce alla negatività.

Lascia un po’ perplessi che in una manifestazione di tale spessore ed importanza che ha visto oltre la
massiccia partecipazione degli studenti, la determinante presenza fattiva di un EROE dello Stato, sia
risultato assente il Sindaco di Fiano Romano o una delegazione che ne facesse le veci, essendo il comune ospitante, sicuramente tutti con giustificati impegni.
Da informazioni prese attraverso i locali organizzatori, segnaliamo la presenza dell’assessore Mario Boschi, delegato del sindaco di Torrita Tiberina e l’assessore alla cultura del comune di Civitella San Paolo Gianni Ercoli.

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