Omicidio stradale, arresto convalidato per il 30enne di Poggio Moiano

incidente_mortale_sulla_salariadi Paolo Giomi –

Il tribunale di Rieti ha convalidato l’arresto del 30enne di Poggio Moiano, N.C., che, lunedì scorso, è rimasto coinvolto nell’incidente costato la vita ad Ernesto Maestri, 50enne romano, scaraventato a terra dalla sua moto sulla quale viaggiava in direzione Rieti, lungo la Salaria. Un viaggio che si è interrotto sul rettilineo che collega lo svincolo di Borgo Santa Maria con quello di Borgo Quinzio, nel territorio del comune di Fara in Sabina. Nel convalidare la misura degli arresti domiciliari, i giudici del tribunale di piazza Bachelet hanno dunque confermato anche l’accusa per omicidio stradale nei confronti del giovane, arrestato dai carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto al termine di una rapida indagine, grazie alla quale si è riusciti a ipotizzare una potenziale responsabilità del 30enne nel provocare la morte dell’uomo in motocicletta.

“Bisognerà ora valutare se, qualora venga confermata l’ipotesi di un’eccessiva velocità da parte dell’automobile in quel tratto di strada, questa velocità possa andare a costituire un’aggravante ai fatti accaduti, ipotesi che porterebbe l’eventuale condanna ad una forbice che va da un minimo di cinque a un massimo di dieci anni – dice al Corriere di Rieti l’avvocato Piergiorgio Assumma, presidente dell’Osservatorio nazionale vittime omicidi stradali (Onvos), realtà che sin dal primo giorno di istituzione del reato è a fianco dei familiari delle vittime grazie a una rete di legali che si mettono a disposizione dei parenti partendo da una valutazione gratuita di ogni singolo caso – Ad ogni modo, pur constatando in un quadro generale un primo effetto deterrente del reato di omicidio stradale, quello che manca sul territorio è quel processo di educazione stradale che serve a far capire agli automobilisti quali sono i rischi che si corrono se, ad esempio, si usa il cellulare alla guida, o si sale in macchina in stato di alterazione psico-fisica.

In questo, purtroppo, l’Italia è ancora indietro rispetto a Paesi come gli Stati Uniti, dove sin dai primi anni Ottanta si è intrapresa la strada dell’educazione civica, parallelamente ad un inasprimento delle pene che ha portato effetti notevolissimi. Anche in Italia, comunque, il reato di omicidio stradale inizia a produrre i primi risultati, con i pronunciamenti delle prime sentenze di condanna”. L’avvocato Assumma rivela poi i dati sugli incidenti, con i relativi decessi, che si sono registrati nella provincia di Rieti due anni fa: “I dati sono del 2017 – spiega il legale – perché, come è noto, l’elaborazione dell’annualità termina alla fine di luglio dell’anno successivo, per cui i dati del 2018 saranno resi pubblici soltanto entro agosto. Ebbene, nel 2017 a Rieti si sono verificati 325 incidenti stradali, che hanno provocato il decesso di 14 persone e il ferimento di 517”. Un dato in aumento rispetto a quello del 2016, e che sembra destinato, purtroppo, a crescere anche nel 2018, visti i tragici fatti di cronaca che si sono consumati lungo la Salaria nella seconda metà dell’anno scorso.

corrieredirieti.corr.it

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