“Tra desertificazione e rilancio”, la Sabina si interroga sul futuro

sabina_futuroSul destino produttivo della Sabina si sono confrontati sabato scorso a Scandriglia, in provincia di Rieti, i presidenti di Arsial e di Copagri, rispettivamente Antonio Rosati e Franco Verrascina, nell’ambito di un incontro dal titolo “Tra desertificazione e rilancio: quale destino produttivo per la Sabina”, promosso da Regione Lazio, Arsial e Copagri.

Presenti all’iniziativa, oltre ad allevatori e produttori della zona, il presidente di Copagri Lazio Guido Colasanti e Marco Agamennone, dell’Organizzazione di Produttori Olivicoli Laziali-Opol.

Con riferimento alla recente vertenza sul prezzo del latte, che oltre alla Sardegna ha interessato in prima persona anche il Lazio, il presidente di Arsial ha dichiarato: “abbiamo un tesoro da vendere e bisogna farlo al giusto prezzo. Noi faremo la nostra parte a cominciare dal latte, lavoreremo ad un contratto basato sulla qualità con un accordo tra produttori, trasformatori e Regione”. “Cooperare per competere – ha proseguito Rosati – resta un punto fermo, senza divisioni e sapendo arrivare su più mercati; per questo stiamo cercando di portare direttamente i produttori del Lazio nei mercati rionali di Roma e tenteremo uno sbarco in grande stile sul web”.

Mentre sul destino produttivo della Sabina si è interrogato in particolare Franco Verrascina che ha richiamato “l’obiettivo principale di riunire intorno a un tavolo i produttori della Sabina, dandogli l’opportunità di confrontarsi sulle problematiche che maggiormente li attanagliano”. “Vogliamo stimolare – ha concluso il presidente di Copagri – il dialogo tra la parte produttiva e la Regione, con il fine ultimo di salvaguardare il reddito dei produttori agricoli”.

Infine, l’intervento di Marco Agamennone, che ha dichiarato: “Dobbiamo accompagnare gli olivicoltori verso la commercializzazione, con riferimento ai mercati nazionali, ma anche e soprattutto a quelli esteri: questo è il nostro primario impegno come organizzazione di produttori. Puntiamo sulla qualità e sulla distintività delle nostre produzioni, valorizzando in tal modo il made in Italy e sfruttandone il potenziale competitivo facendo sistema con il territorio”.

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