L’arrivo degli albanesi nel 1991 raccontato in un documentario

albanesi_stampadi Carlo Francesco Conti –

Sono passati 28 anni dall’arrivo degli albanesi ad Asti. Una storia che prosegue oggi con chi arrivò allora e le nuove generazioni. Una storia raccontata dal documentario «7 marzo 1991. La migrazione albanese raccontata dalla voce dei suoi protagonisti» prodotto dalla Fondazione Giovanni Goria, che sarà presentato stasera (venerdì 22 marzo) dalle 20,45 allo Spazio Kor.

Lo hanno realizzato il regista Alessio Mattia e la giornalista Al essia Conti con la collaborazione della Fondazione Vera Nocentini di Torino, Centro di Cultura Albanese, Piam (Progetto Integrazione Accoglienza Migranti), Libera Asti e Consorzio Coala.

Alla presentazione parteciperanno Margherita Boniver e Vincenzo Scotti, che nel ’91 erano rispettivamente Ministro dell’Immigrazione e dell’Interno. Dopo l’introduzione di Marco Goria, presidente della Fondazione e di Benko Gjata, giornalista e Presidente del Centro di Cultura albanese di Torino, si entrerà nel vivo di questa densa serata. A coordinarla sarà il giornalista Carlo Cerrato, segretario della Fondazione Giovanni Goria.

Vi saranno anche numerosi testimoni perché il documentario ha coinvolto in 9 interviste, chi salì su quelle navi della speranza e chi si trovò a gestire l’emergenza su due livelli: nazionale e locale. Saranno presenti Giorgio Galvagno, sindaco nel 1991 e Beppe Passarino, allora uno dei delegati del gruppo Scout per l’accoglienza. E si ascolterà la voce di chi oggi considera Asti la sua città, luogo in cui sono nati i propri figli. Come il violoncellista Leonard Plumbini e sua figlia Jane, la mediatrice culturale Sabina Darova che ha raccontato la sua storia e la nascita della sua professione, Martino Bashaj nel ricordo toccante del suo viaggio e nella consapevolezza di avere dato alle sue figlie una vita diversa. Si parlerà di presente e futuro con Hasan Bulcari, vicepresidente di Assoalbania Piemonte e Artan Sadikaj impegnato con il centro culturale albanese in Asti.

Marco Goria, Presidente della Fondazione Giovanni Goria, commenta: «Si tratta di un lavoro in cui abbiamo creduto molto insieme alla Compagnia San Paolo che l’ha finanziato e a tutti i testimoni che hanno accettato di parlare con noi. Una storia che mancava e che meritava di essere raccontata. Abbiamo in animo di diffondere il documentario a tutte le scuole secondarie di secondo grado e non solo, lasciare questo lavoro di approfondimento alla città».

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