Il sindaco Ottorino Ferilli torna sui social

html-710x400Con questa riflessione il sindaco di Fiano Romano Ottorino Ferilli cita Berners-Lee a 30 anni della codifica dell’ipertesto e torna a intervenire sui social network:

Qualcuno mi ha detto… ma non dici più nulla? Non scrivi più? Non ci fai vedere quello fai?

In questi mesi ho preferito il silenzio, qui. Ché poi, se vogliamo, anche questo è un messaggio per chi sa ascoltare.
L’ingegnere informatico padre del web, Berners-Lee, in occasione dell’anniversario di internet non è stato molto tenero, anzi. Ha chiaramente detto che oggi su internet la libertà di espressione non è sempre garantita e che le notizie possono essere costantemente manipolate mettendo a rischio persino le democrazie. Conclusioni, queste, notoriamente condivise dalla maggior parte di ognuno di noi qui, a casa e in piazza.
Però abbiamo raggiunto un punto critico.

Gli avvenimenti degli ultimi mesi, a cominciare dalla Diciotti fino alla riscoperta delle Ong per incidente aereo, mi hanno messo in discussione come uomo, come padre, come compagno, come rappresentante politico.
La banalizzazione del confronto, la dispersione di energie in commenti inopportuni, a volte volgari e aggressivi, la demonizzazione di persone e fatti o viceversa l’esaltazione immediata, di frequente, sono motivo di stanchezza per me ma MAI di rassegnazione. E mi sono reso conto che pur continuando la mia vita quotidiana tra Comune, famiglia e impegno politico, il non vedermi su facebook per alcuni è stato motivo di “…ma che fine ha fatto l’uomo con le forbici e la cravatta?! “  😉
Come politico mi sono messo fortemente in discussione. La categoria a cui appartengo spesso mi fa vergognare per l’uso del mezzo; sembra sempre di essere in vetrina a cercare due mani che si uniscono per far scrosciare applausi e consensi. Forse anche io, molte volte, ho peccato in questo preso dalla voglia di far vedere che le cose si possono fare se l’impegno c’è. E allora mi sono fermato e ho voluto vedere, anzi guardare. Per invertire la rotta o semplicemente cambiarla.
Anche perché non è avendo un atteggiamento disfattista che risolveremo presto la questione, umana più che tecnica. Perché il web è altro, i social sono anche altro: capacità di entrare in contatto per scopi sociali; far emergere situazioni invisibili; sollevare punti di vista critici sui fatti; insorgere – trasversalmente – per i diritti umani e la lista, fortunatamente, è lunga.
Greta, oggi, sta muovendo il mondo. Sta facendo scendere in piazza migliaia di giovani. Saccenti e rigorosi ambientalisti non sono arrivati a tanto. Lei sì.

“Se rinunciamo a costruire un web migliore oggi, allora non dovremo dare la colpa al web ma a noi stessi” (T. Berners-Lee)
Faccio mia questa sua frase e me la ripeterò ogni giorno: meno vetrine, più realtà. Perché stare qui non debba significare solo “abbiamo fatto bene guardate… ” ma aprire porte che finora sono rimaste chiuse. Senza l’immobilismo della paura di sbagliare che non serve a nessuno. Servirebbe, invece, che ognuno di noi si portasse avanti di un passo, un solo passo in più. Non servono grandi cose, serve, come dice Erri, un impegno politico..”perché al suo meglio un impegno politico consiste in un comportamento, anziché un ideale”.

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