Il padre di Di Battista: “Ho votato a Castelnuovo di Porto e per i tre candidati del PD”

dibattista_vittorioNelle tre sezioni citate il suo nome non compare. Il post intitolato “Mistero Buffo” poi rimosso.

Il padre di Alessandro Di Battista, storico esponente del M5s, ha scritto sul suo profilo Facebook di aver votato alle primare del PD in tre seggi diversi, per tre candidati differenti. Peccato che il suo status, poi rimosso dalla pagina social a suo nome, Vittorio Di Battista, avesse come orario di pubblicazione le 7.36, ovvero 24 minuti prima dell’apertura dei gazebo.

Questo il contenuto: “Oggi farò il bravo cittadino. Mi sono docciato, preso il caffè, accesa la prima sigaretta e sono pronto. Carta di identità, tessera elettorale e due euro, vado a votare alla sede del PD (già gloriosa sezione del PCI) di Civita Castellana, in via San Gratiliano, senza numero civico. Malgrado i due euro falsi sono riuscito a indicare il mio candidato preferito, il più bello e il più simpatico, Bobo Giachetti”.

“Soddisfatto – prosegue nel post intitolato “Mistero Buffo” – salgo in macchina e vado a Castelnuovo di Porto, presso la Sala Polivalente di via Renzo Gloria, ad esprimere la mia preferenza per Maurizio Martina, mio candidato autentico, malgrado i due euro falsi. L’operazione riesce senza intoppi ed allora risalgo in macchina e, dopo neanche venti minuti, a Roma, vado al seggio numero 3 di Piazza Mazzini dove, per spirito caritatevole, il mio voto lo riservo per il fratello del commissario”.

Immediati i controlli nelle sedi citate nel post. “Non risulta alcun Vittorio Di Battista presente nell’elenco degli oltre mille elettori democratici che hanno già votato al seggio di Piazza Mazzini”. E ancora “Contrariamente a quanto affermato, Vittorio Di Battista non ha votato né al circolo del Pd di Civita Castellana, né al seggio di Castelnuovo di Porto, né in piazza Mazzini a Roma. Solo per la precisione” ha scritto in una nota il Partito Democratico del Lazio. E il post dalla Rete è scomparso. Insieme al suo profetico titolo, “Mistero Buffo”.

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