“Law and Order-Svu” compie 20 anni: retroscena e novità della serie a favore delle donne

LAW-XIV_-Mike-Tyson-1024x682di Alessandra De Tommasi –

La serie nata nel 1999 arriva al risultato record di 20 stagioni. Il compleanno rappresenta una pietra miliare nella storia della TV, soprattutto al femminile. Da Serena Williams a Jeremy Irons, tante le celebrity che hanno fatto a gara per comparire.

Prima di affiancare e dirigere Lady Gaga in una delle lovestory più romantiche del cinema, Bradley Cooper ha fatto parecchia gavetta in tv. In un episodio di Law and Order: Unità Vittime Speciali (SVU) si è trasformato nel legale di Alfred Molina, il cui personaggio, accusato di molteplici stupri, ha come madre la “signora Fletcher” in persona (al secolo, Angela Lansbury). Non stupisce: la serie, che da stasera arriva su Premium Crime con la stagione numero 20, è stata una tappa obbligata per la carriera di molti attori… e non solo a Hollywood. E chi non ha potuto partecipato come guest star ha magari dichiarato la propria fedeltà alla serie, come Taylor Swift che ha chiamato il suo gatto con il nome della protagonista.

Guest star illustri
Anche gli sportivi hanno fatto a gara per comparire nel telefilm cult: Mike Tyson ha prestato il volto ad un condannato a morte che ha fatto fuori chi aveva abusato da lui da piccolo, mentre la campionessa di tennis Serena Williams si è trasformata in una vittima della pornografia online. E sono in ottima compagnia: Rose McGowan si è messa in gioco nei panni di una scambista accusata di omicidio, Luke Perry(Dylan di Beverly Hills, 90210) presta il volto a un padre affidatario indagato di abusi domestici, James Van Der Beek (star di Dawson’s Creek) prende di mira giovani donne, mentre Marcia Cross di Desperate Housewives è indagata per aver somministrato viagra al marito malato. Cynthia Nixon si è presa una pausa da Sex and the City per interpretare una mamma disturbata, Zoe Saldana finisce dietro le sbarre con l’accusa di omicidio, mentre Abigail Breslin, una bimba di sei anni, sfugge ai propri rapitori e Amanda Seyfried denuncia una violenza sessuale. E la lista comprende Robin Williams, Sharon Stone, Whoopie Goldberg e molti, molti altri.

Come tutto ebbe inizio…
Tutti loro sono al centro di quei “casi speciali” a cui la polizia di New York dedica una task force all’avanguardia, la SVU (Unità Vittime Speciali). Ad essere prese di mira sono principalmente le donne, spesso refrattarie a parlare con le forze dell’ordine e troppo spaventate per denunciare gli abusi. Secondo il produttore della serie Dick Wolf, due decenni di messa in onda in TV hanno portato ad una sensibilizzazione del pubblico sul tema e hanno abbassato i livelli di pregiudizio, alzando contestualmente la consapevolezza dell’universo femminile. Il risultato? Il numero di persone che hanno ammesso la violenza è aumentato, innescando una conversazione sul tema a livello sociale. «Abbiamo anticipato il #MeToo», ha dichiarato Wolf al Festival della TV di Monte-Carlo, dove ha festeggiato con il cast i primi vent’anni di vita del telefilm.

Una donna al comando
Dalla prima puntata sono cambiate moltissime cose: per oltre metà della sua vita, la serie tv è stata retta da Christopher Meloni (che interpretava Elliott Stabler), che ha poi lasciato il timone alla partner di prima data Mariska Hargitay (Olivia Benson). Questa nuova era “in rosa” ha cambiato le dinamiche della storia: l’attrice ha trasposto sul piccolo schermo alcune vicende personali, come l’adozione. Quando aveva solo tre anni ha assistito alla morte della madre, l’attrice Jane Mansfield, in un incidente stradale. «Olivia ha un passato difficile», ha raccontato l’attrice, «eppure si mette al servizio del bene, non vuole dimenticare il dolore, ma lo supera abbracciandolo e chiamandolo per nome. Esorcizza i suoi demoni ogni giorno e trasforma in forza la debolezza». Il telefilm non le ha svoltato solo la carriera, facendole guadagnare Emmy, Golden Globe e una stella sulla Walk of Fame, ma anche la vita. Non solo ha conosciuto il marito sul set (Peter Hermann), ma ha anche creato la Joyful Heart Foundation a favore delle donne vittime di violenza.

Le nuove puntate
La spirale positiva innescata dalla serie nasce come forza uguale ed opposta alle brutture della cronaca, da cui spesso gli sceneggiatori attingono per le vicende descritte nei vari episodi. Tra le novità della stagione numero 20 c’è la presenza fissa di Philip Winchester, il procuratore Peter Stone, che ha traslocato dalla serie Chicago Justice, chiusa dopo appena una stagione. Il personaggio, figlio di un volto storico del franchise, Ben Stone (interpretato da Michael Moriarty), subentra a un protagonista amatissimo, Rafael Barba (Raul Esparza). Rimangono invariati gli altri membri della squadra: i detective Fin Tutuola (Ice-T, inizialmente assunto per soli 4 episodi), Amanda Rollins (Kelli Giddish) e Dominik Carisi Jr. (Peter Scanavino).

Uno dei momenti più attesi riguarda la visita di Olivia a uno dei centri di “accoglienza” di minori, separati dai genitori immigrati clandestini. L’episodio, come molti altri in passato, ha contribuito a dar voce ad un dibattito ancora in corso sulle politiche attuate dall’amministrazione Trump. In passato, il telefilm ha sfidato l’ira della Chiesa Cattolica e dell’NFL (la maggiore lega di football americana) per aver esposto casi pruriginosi e sollevato domande scomode. Non chiamiamolo più “piccolo” schermo…

www.iodonna.it

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