Carnevale anticlericale. A Poggio Mirteto si replica la storicità

carnevaloneliberato-2di Anna Ricca –

Il carnevale anticlericale racconta un pezzo della storia d’Italia. E per non smentirsi si celebra in quaresima…

E’ in arrivo il Carnevale, una delle feste più appariscenti e seguite dell’anno. E dato che a Carnevale ogni scherzo vale è impossibile stabilire il numero esatto delle manifestazioni che si rappresentano in Italia.

Ogni paese, anche piccolo, organizza qualcosa e da ogni angolo spuntano coriandoli, stelle filanti e maschere. L’Italia vanta sfilate carnevalesche che, a parte Rio de Janeiro, sono fra le più famose ed affollate del mondo: Venezia, Cento, Viareggio ecc.

Dietro c’è un lavoro che dura un anno intero che richiede un grandissimo investimento economico, creatività e manualità incredibili. Il Carnevale “classico” segue date ben precise e, quest’anno termina il 5/9 di marzo. Da quel giorno cala il sipario su ogni eccesso e ostentazione. Inizia la Quaresima che ci accompagna fino a Pasqua. Ma proprio nel periodo del massimo rigore religioso esplode un Carnevale unico al mondo: quello di Poggio Mirteto (Rieti) da sempre definito CARNEVALE ANTICLERICALE o anche Carnevalone Liberato.

Questi festeggiamenti “fuori tempo massimo” e quasi irridenti delle tradizioni è però legato a fatti storici reali che risalgono alla metà dell’800. Il 24 febbraio 1861 a Poggio Mirteto si verificò una rivolta popolare che sancì la scissione dallo Stato Pontificio e pretese l’annessione al Regno d’Italia. Fu un’azione epica considerate, anche, le dimensioni del borgo. Il paese, allora e per sempre, non accettò nessun “premio di merito” ma preferì mantenere la tradizione dei suoi festeggiamenti. Quaresima o no che fosse!

Con i Patti Lateranensi (1929) e di fronte alla dura scelta fascista Poggio Mirteto dovette chinare il capo e mettere da parte ogni allegoria. Ma certe tradizioni non possono stare silenziose a lungo.

Così nel 1977 riapparve il Carnevalone (davvero) Liberato più anticlericale che mai. Ecco riapparire le maschere che alludono chiaramente alle figure dell’ultima cena. Ecco di nuovo aggirarsi i diavoli vestiti di rosso e con il forcone pronto a colpire.

Ma soprattutto sotto con le grandi abbuffate e con i banchetti a base di carne. Tutto nel segno della trasgressione da quelli che sono i dettami cattolici della Quaresima.

Tante sono le iniziative che coprono i due giorni di festa, dalle mongolfiere alla presentazione del Bammoccio che in forma gigante rappresenta il politico di turno. Poi giocolieri, artisti di strada, maghi, danze, musiche e altri stupori a non finire.

Il momento più particolare, però, è secondo noi il “festival dei film anticlericali”. Nella sala Farnese (prima fu una chiesa del 1500 nel centro del paese) ci sarà una proiezione non stop di film con soggetti dichiaratamente laico/risorgimentale come “Nell’anno del signore, In nome del popolo italiano, ecc”…

Un Carnevale “sui generis” con significati profondi che vanno ben oltre il divertimento di piazza fine a se stesso. Un ripescaggio di antiche consuetudini e lotte che vale la pena di essere maggiormente raccontato, proprio per le sue implicazioni storico/politiche. E che va visto anche perchè l’eroico e dissacrante Poggio Mirteto dista solo 50 km da Roma (e dal Vaticano!).

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