PaP Franciacorta: una smentita che non smentisce! (E l’ingerenza di Contropiano?)

potere-al-popolo-acerbo-carofalo-4A seguito di un articolo uscito su contropiano.org, che qui pubblichiamo, che raccontava tutte le vicende delle varie liste di sinistra, su sollecitazione del compagno Dino Greco, il segretario del PRC Maurizio Acerbo ha diffuso in rete la risposta che pubblichiamo.
Secondo noi la risposta di Acerbo è una smentita che non smentisce, a parte la data della riunione.
Ecco la sollecitazione di Dino Greco e di seguito la risposta di Maurizio Acerbo:

Cari/e, ho letto – grazie al sempre scrupoloso giro-stampa di Beppe Corioni – la presunta notizia di un incontro fra Rifondazione e Sinistra italiana raccontato da Contropiano insieme ad una fantasiosa ricostruzione degli eventi connessi al tentativo di costruire una coalizione e una lista unitaria per le prossime europee. Ho immediatamente chiamato Maurizio Acerbo per sapere meglio di un incontro di cui non avevo notizia. Acerbo mi ha immediatamente risposto e in seguito inviato la nota che ritengo utile girarvi, per opportuna conoscenza.

Ecco il testo della nota di Acerbo:

Caro Dino,
mi chiedi informazioni sui risultati di una fantomatica riunione su cui sono impossibilitato a risponderti.
L’articolo di Contropiano mi sembra rientri nella campagna volta a far saltare la coalizione unitaria proposta da De Magistris e noi di Rifondazione.
La ricostruzione è piuttosto scorretta. Innanzitutto nel mettere sullo stesso piano i tavoli di Calenda e del PD con il percorso con cui si è cercato faticosamente di creare in Italia una confluenza simile a Unidos Podemos e altre esperienze europee in alternativa ai “socialisti”.

Chiarisco per punti:

1. Rifondazione non si è schierata da una parte contro l’altra ma come De Magistris per l’unità di tutte le formazioni antiliberiste da Pap a SI a Diem. Abbiamo cercato di coinvolgere anche Cobas, PCI e Sinistra Anticapitalista e tanti altri perchè crediamo nel valore e nel dovere dell’unità;
2. abbiamo criticato (nella riunione avuta a Napoli una settimana fa con Pap, Dema e Altra Europa) il comportamento di Pap per spirito settario e provocazione controproducente in quanto riteniamo che se stai cercando di costruire una coalizione non attacchi pubblicamente – come hanno fatto esponenti che rappresentavano PAP nel coordinamento – le altre formazioni e persino loro singoli esponenti. L’unità si costruisce nel reciproco rispetto;
3. nell’articolo si parla di una riunione tenutasi ieri 20 febbraio di cui non abbiamo notizia ma a cui avremmo partecipato. Si tratta di una riunione inventata non so sulla base di quali informazioni. Ovviamente riunioni con altre formazioni politiche le faremo come sempre ma non deciderà la redazione di Contropiano se e quando. Al momento abbiamo contatti quotidiani con DeMa perchè stiamo insistendo affinchè De Magistris non rinunci all’impegno diretto nel progetto che avevamo condiviso.
4. Oggi si riunirà segreteria di Rifondazione per discutere il che fare. Di sicuro come già anticipato sulla stampa noi stiamo operando per poter utilizzare il simbolo della Sinistra Europea di cui siamo partito fondatore e unico partito membro in italia. Quindi convocheremo una riunione con i partiti e i soggetti politici in Italia che hanno avviato adesione a Sinistra Europea nonché con gli aderenti individuali;
5. I punti programmatici di Pap non erano particolarmente dirompenti e infatti si era raggiunto un accordo sul preambolo programmatico.
6. Pap non ha chiesto di inserire il piano B o l’Italexit nel programma ma solo una generica rottura con i trattati e la disobbedienza che erano condivisi da tutti. Semmai c’era chi voleva specificare cosa si intendesse con “rottura”;
7. Diem25 ha motivato preventivamente la sua incompatibilità con Pap sulla base del contrasto con le tesi di Eurostop sull’uscita dall’Unione Europea e dall’euro;
8. Contropiano è il giornale della Rete dei Comunisti che è componente essenziale di Eurostop e di Pap. Una componente che da quel che mi risulta si era schierata contro la partecipazione alla coalizione con De Magistris e mi pare che in questi mesi abbiano lavorato legittimamente dal loro punto di vista contro questa operazione.
9. Rispetto le loro posizioni che notoriamente tra l’altro ritengono addirittura dannosa una convergenza tra formazioni di sinistra.

Loro pensano probabilmente che bisogna prima radere al suolo tutto e poi sulle macerie si ergerà Pap con la sua potenza rivoluzionaria popolare. Ognuno elabori le sue tattiche e strategie ma suggerirei di non inventare riunioni inesistenti o modificare posizioni altrui. Ci conosciamo. Basta una telefonata per informarsi direttamente alla fonte.

Ti abbraccio Maurizio Acerbo

Di seguito l’articolo di Contropiano:

I quattro tavoli e mezzo della “sinistra”per le elezioni europee

Si avvicina la scadenza per la presentazione delle liste alle elezioni europee e sono in grande agitazione tutte le forze che appartengono a ciò che nel linguaggio comune viene chiamata “sinistra”, anche quando – tra significato reale e sua “rappresentazione” – sono in molti coloro che cominciano a mettere in dubbio questa categoria.
La “crisi della sinistra” in Italia è rappresentata da un paradosso: per la prima volta nella storia delle elezioni, a tre mesi dal voto, nessuna formazione che si richiami ad essa sa ancora quale sarà il simbolo e la lista di cui farà parte. Ed è persino possibile che nessuno dei gruppi parlamentari di sinistra nel parlamento partecipi come tale alle elezioni europee.
A portare a questo stato confusionale sono sia le condizioni politiche, sia le regole elettorali. Che per le europee impongono la raccolta di almeno 180.000 firme ad ogni forza che non possa usufruire di qualche simbolo che abbia già partecipato alle elezioni eleggendo dei parlamentari.

E’ una regola truffa, perché praticamente nessuna forza politica italiana oggi sarebbe in grado di raccogliere quelle firme in meno di due mesi. Quindi la presentazione delle liste, in forme che si propongono di ostentare un qualsiasi rinnovamento rispetto al passato, deve fare i conti con la dura realtà: trovare simboli che permettano di saltare le firme e partecipare al voto.
Quindi visione politica ed esigenze pratiche si intrecciano, specie per le forze più piccole, nelle scelte.
Che però ancora non sono definite: allo stato attuale i tavoli “a sinistra”, una volta si chiamavano “cantieri”, sono almeno quattro e mezzo.

Il primo tavolo è quello di Calenda, che con la sinistra non c’entra nulla ma ne occupa in parte il campo. Calenda ha proposto un appello per una lista alla Macron, cioè europeista e liberista. Questa lista dovrebbe comprendere il PD (simbolo) ma andare oltre, cioè da Monti a Bonino, Tutti i candidati a segretario del PD hanno firmato l’appello di Calenda, ma Zingaretti ha un piano B.

Il secondo tavolo è proprio quello di Zingaretti, un pochino “più a sinistra” di quello precedente. Qui si potrebbe costruire un’alleanza che, oltre al PD, raccogliesse Bonino, i Verdi, la parte ex PD di LEU e qualche componente di Sinistra Italiana. Anche le forze più piccole di questa possibile alleanza hanno un piano B.

Il terzo tavolo è proprio quello dei Verdi, che hanno un simbolo riconosciuto che evita la raccolta delle firme. I verdi sono alleati con il movimento del sindaco di Parma, Pizzarotti, e con essi potrebbero andare anche settori di LEU e Bonino se fallisse il tavolo Zingaretti. Diem25, l’organizzazione italiana di Varoufakis – che ? un po’ come l’araba fenice – potrebbe anch’essa far parte della lista, dopo che ha abbandonato il quarto tavolo, quello della lista De Magistris.

Il quarto tavolo, quello della coalizione promossa dal sindaco di Napoli, è ad oggi quello più variabile. Nato su iniziativa di DemA (il partito-movimento di De Magistris), Rifondazione, Sinistra Italiana, Possibile, Diem 25 e altre formazioni minori, questo tavolo è stato sconvolto dall’irruzione in esso di Potere al Popolo, esplicitamente invitato dal sindaco di Napoli. PaP infatti ha posto dei punti programmatici fermi, che hanno sconvolto una lista che stava nascendo sotto il segno del tutto e contrario di tutto.

Di fronte alla disponibilità di De Magistris di accogliere parzialmente i punti di PaP – cosa che ha aperto una discussione interna ad esso – Diem25 ha abbandonato il tavolo, Sinistra Italiana e Possibile quasi, e Rifondazione si é schierata con loro, attaccando il “settarismo” di Potere al Popolo. Va detto però che Rifondazione è titolare del simbolo Sinistra Europea, grazie al quale anche qui si eviterebbe la raccolta delle firme. Nasce così il “mezzo tavolo” che si va ad aggiungere agli altri.

Il “mezzo tavolo” è quello che si riunisce oggi 20 febbraio e che comprende Rifondazione, Sinistra Italiana e Possibile e, nel caso di crisi della lista De Magistris o di indisponibilità del suo promotore, produrrà una propria lista, sempre con il simbolo di Sinistra Europea.

C’è da aggiungere che ci sono forze, come Sinistra Italiana e Possibile, che sono presenti o interessate a più tavoli e questo può produrre sorprese finali in un gioco di composizione delle liste che somiglia sempre più ai quattro cantoni.

In questo contesto il sofferto discutere di Potere al Popolo intorno a punti programmatici – sulla UE, NATO e Venezuela, alternatività al PD, una vera differenza di genere nelle liste – pare davvero appartenere ad un’altra dimensione. Quella della politica fondata su scelte vere e coerenti, lontana da una sinistra che si sta estinguendo in giochi politicisti, sempre più confusi ed inutili.

20 febbraio 2019

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