“Il sud resisterà”: Salvatore Prinzi, ricercatore precario, risponde al ministro Bussetti

forbici_italiaIl ministro dell’Istruzione Bussetti, durante la sua visita ad Afragola, aveva bacchettato gli insegnanti del sud attribuendogli le colpe di un sistema scolastico che non funziona, concludendo che le scuole del meridione non necessitano di finanziamenti statali ma solo di impegno da parte dei docenti. A queste parole forti, di chiara matrice leghista, che hanno colpito l’orgoglio di chi, da anni, insegna lottando, ha risposto Salvatore Prinzi, ricercatore del sud ed esponente di “Potere al Popolo!”, attraverso una lunga lettera postata su una pagina Facebook.

In maniera molto schietta, ha raccontato la sua storia personale, dal brillante percorso di studi fino al dottorato, per giungere, infine, alla attuale situazione di precario. Ha parlato delle condizioni in cui gli insegnanti sono costretti a svolgere il proprio lavoro, in scuole fatiscenti e con pochi mezzi, sottolineandone l’impegno quotidiano mosso dalla preoccupazione di raggiungere risultati rilevanti. Ha accusato con forza i vari governi succedutisi negli anni di aver affossato l’intero meridione, provocando la fuga di molti giovani al nord o all’estero e portando alla deriva gli atenei. Si è opposto all’atteggiamento elitario del governo che, formato da persone poco intelligenti e incapaci di comprendere le problematiche nel profondo, discrimina i cittadini del sud.

Alla fine, con veemenza, ha affermato che il sud uscirà dal vittimismo, che tanto conviene ai governanti, per intraprendere un cammino di riscossa contro le istituzioni. Parole dure quelle del professore, che hanno smosso le coscienze un po’ assopite, scatenando commenti di approvazione, accanto, chiaramente, a quelli negativi dettati dal pregiudizio strisciante di chi, proprio come il ministro, non conosce la realtà meridionale e neppure si sforza di farlo.

Personalmente, da cittadina del sud, orgogliosa di appartenere a una terra difficile ma meravigliosa, credo che il ministro debba chiedere prima scusa a se stesso, perché, in virtù del ruolo che ricopre, le sue parole hanno contribuito a sottolineare il divario, già evidente tra nord e sud. Un ministro dell’Istruzione dovrebbe “insegnare” a costruire “ponti” attraverso la cultura per formare cittadini consapevoli del loro valore. Forse dovrebbe rileggere, o leggere per la prima volta, la Costituzione Italiana fondata soprattutto sul principio di uguaglianza.

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