Referendum Atac, Sabrina Ferilli: 400 mila grazie a chi ha votato

sb13di Andrea Arzilli –

La consultazione è un flop, ma il deputato di +Europa Riccardo Magi si scaglia contro il quorum (33,3%) fissato dal Campidoglio: «Andremo davanti al giudice per rendere valida la vittoria del Sì e mettere nero su bianco che il quorum non era necessario».

«Voglio fare i complimenti a quei circa 400 mila romani che ieri hanno votato, sono proprio tanti». Con un video su Facebook Sabrina Ferilli torna sul referendum Atac di domenica: il quorum non è stato raggiunto nonostante gli appelli dei vip (anche Carlo Verdone), la consultazione non è valida e il Campidoglio M5S fa festa. Postano tutti i consiglieri grillini e c’è anche chi, come il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, parla di un «lunedì di riscossa» per il doppio successo della sindaca, sabato l’assoluzione e domenica il referendum flop. Mentre i Radicali, promotori della consultazione, annunciano ricorso al Tar.

In particolare sulla questione quorum al 33.3%, il muro eretto dal Campidoglio sul quale il referendum è andato a schiantarsi. «Faremo ricorso al Tar perché l’amministrazione M5S – ha spiegato ieri il deputato di +Europa Riccardo Magi – ha modificato lo statuto di Roma Capitale, togliendo il quorum sui referendum. Lo ha fatto lo stesso giorno in cui è stato indetto questo referendum, e cioè il 30 gennaio. Ma, secondo una giurisprudenza molto diffusa, questa norma vale anche per il referendum che si è appena tenuto: aIn particolare sulla questione quorum al 33.3%, il muro eretto dal Campidoglio sul quale il referendum è andato a schiantarsi. «Faremo ricorso al Tar perché l’amministrazione M5S – ha spiegato ieri il deputato di +Europa Riccardo Magi – ha modificato lo statuto di Roma Capitale, togliendo il quorum sui referendum. Lo ha fatto lo stesso giorno in cui è stato indetto questo referendum, e cioè il 30 gennaio. Ma, secondo una giurisprudenza molto diffusa, questa norma vale anche per il referendum che si è appena tenuto: andremo al Tar per rendere valida la vittoria del Sì, facendo mettere nero su bianco che il quorum non era necessario».

La campagna del No/astensione portata avanti dal M5S della sindaca Raggi, dal centrodestra e dalla sinistra radicale (Stefano Fassina di SI) ha avuto l’effetto sperato: invalidare la consultazione. Però a vincere, in effetti, sono stati proprio i Sì alla liberalizzazione, istanza dei Radicali appoggiata (seppure con qualche mal di pancia) anche dal Pd: 290 mila Sì, ovvero 3 voti su 4 dei 390 mila totali che, secondo la Ferilli, rappresentano «un partito di gente vigile e attenta che su un referendum diciamo propositivo è pronta a dire “io ci sono”. Complimenti, siete la Roma che mi piace di più, la più vicina a me».». La campagna del No/astensione portata avanti dal M5S della sindaca Raggi, dal centrodestra e dalla sinistra radicale (Stefano Fassina di SI) ha avuto l’effetto sperato: invalidare la consultazione. Però a vincere, in effetti, sono stati proprio i Sì alla liberalizzazione, istanza dei Radicali appoggiata (seppure con qualche mal di pancia) anche dal Pd: 290 mila Sì, ovvero 3 voti su 4 dei 390 mila totali che, secondo la Ferilli, rappresentano «un partito di gente vigile e attenta che su un referendum diciamo propositivo è pronta a dire “io ci sono”. Complimenti, siete la Roma che mi piace di più, la più vicina a me».

roma.corriere.it

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