Ferrovia Roma-Civita Castellana, pendolari e sindaci sul piede di guerra

ferrovia-roma-nord-flaminio-640x480di Marino Bisso –

Atteso l’incontro con la Regione per chiedere l’intervento immediato per bloccare il taglio di corse che sta creando grandi disagi a studenti e lavoratori e che rischia di far morire la tratta extraurbana. Protestano i primi cittadini di Civita Castellana, di Castelnuovo di Porto, di Morlupo e di Sant’Oreste.

Studenti che non possono tornare a casa e impiegati che sono costretti a prendere l’auto per andare e tornare da Roma, la Flaminia che si blocca ed è sempre più pericolosa. Sono sul piede di guerra gli abitanti e i sindaci dei comuni che si affacciano sulla Flaminia chiedano spiegazioni alla Regione e puntano il dito contro l’Atac che sta progressivamente smantellando il servizio di collegamento ferroviario extra-urbano nella tratta Roma-Civita Castellana – Viterbo. Ma i tagli, come se non bastasse, hanno colpito anche i bus navetta sostitutivi e già di per sè inadeguati a sopperire alle richiesta dell’utenza.
Così mercoledì 26 settembre, alle 17, tutti insieme: amministratori comunali e comitati di pendolari si recheranno in Regione per chiedere l’intervento dell’assessore ai trasporti Mauro Alessandri. Al centro della “trasferta” appunto i continui tagli dell’Atac di corse della ferrovia che collega Viterbo con piazza del Popolo. “Colpi di scure che rischiano di far morire l’importante collegamento su ferro. Non credano la Regione Lazio, Atac e il Comune di Roma di passarla liscia così – attaccano i Comitati – stiamo valutando di organizzare anche un sit-in sotto la sede della Regione Lazio per far sentire lo sdegno di tutti noi e per far revocare al più presto questa indegna decisione. Andare a parlare con Atac in questo momento è perfettamente inutile in questo momento: si deve salire di livello. Contiamo sul supporto di tutti quelli che vogliono che questa linea non muoia”.

L’esasperazione è forte ed è il frutto di anni di promesse mai mantenute sul miglioramento della tratta. “Giovedì 26 andremo in Regione non a sentire le favolette (raddoppio, più treni, più controlli, etc etc) come accade ormai da anni, ma andremo a ribadire fortemente che devono fare subito qualcosa per riattivare per intero la linea Roma-Civita Castellana- Viterbo, togliendo i punti di rottura a Catalano e a Montebello che hanno “rotto” molto la nostra qualità di viaggio e esaurito la nostra pazienza – spiega il Comitato dei pendolari – In seconda battuta, il ripristino immediato dei bus integrativi soppressi da luglio scorso. Ricordiamo che per tutto questo Atac è lautamente remunerata e che a noi non importa nulla se sta alla canna del gas e non ce la fa. A noi interessa avere un servizio pubblico degno di questo nome, che Roma merita come capitale, non questo immondo schifo servito quotidianamente. Se Atac non ce la fa, si vada subito a gara ( la Regione Lazio può farlo anche da domani, volendo) per cambiare fornitore. E’ sbagliato fare assistenzialismo, perché non si viaggia gratis e perché paghiamo per avere quello che c’è scritto sul contratto di servizio. Che ci sia anche Atac al tavolo ci fa piacere, ma in questo momento è praticamente inutile il suo apporto alla discussione, tanto ha lo scudo del concordato preventivo. E’ la Regione Lazio che deve darsi una mossa e finire con questo assistenzialismo verso un moribondo. Ci siamo stancati”.
La stanchezza delle migliaia di cittadini che utilizzano il treno è giustificata anche dalle prospettive non buone che si preannunciano per il futuro. “L’odissea quotidiana del pendolare della Roma Nord sembra non avere fine, visto che la gara per l’affidamento del servizio forse partirà nel tardo 2019 (sempre che La Regione riesca a farla partire), ma con il concordato in atto tra Atac e Tribunale, con i cantieri fermi, sarà molto difficile rispettare i tempi e quindi prima del 2021-2022 non si avrà nessuna minima speranza di miglioramento del servizio. Di certo che altri 3 anni (minimo) con questi presupposti e con questa gestione significano 3 anni di morte assistita per la tratta extraurbana. Ricordiamo che Atac per questo (dis)servizio prende dalla Regione ben 80 milioni di euro l’anno e dai nostri riscontri non sembra che vengano applicate le penali e i rilievi previsti da contratto per le innumerevoli soppressioni e ritardi dei treni. Questo è un fatto gravissimo di cui ha piena responsabilità l’ente regionale e di cui abbiamo interessato anche la Procura della Repubblica presso la Corte dei conti”.

A sostenere la rivolta sono anche alcuni dei sindaci dei comuni sulla Flaminia. Parla di «smantellamento» anche il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli: “Sono ormai mesi che accolgo lamentele e segnalazioni di disservizi ritardi e soppressioni lungo la tratta ferroviaria Roma – Civita Castellana – Viterbo da parte dei pendolari che ogni giorno usano la linea per recarsi a Roma e Viterbo. Da ultimo mi è giunta la copia della comunicazione di Atac, che riguarda, di fatto, la soppressione di moltissime corse lungo la linea Roma – Civita Castellana – Viterbo non più solo del treno ma anche del bus sostitutivo treno. Di fatto si sta assistendo allo smantellamento della linea ferroviaria da parte del gestore Atac con conseguente aumento del traffico delle autovetture private sulla via di collegamento con Roma oltre che con Viterbo. Si chiede di capire le motivazioni che stanno spingendo il gestore a distruggere, di fatto, il collegamento extraurbano lungo la Ferrovia Roma Nord, anche alla luce degli ingenti investimenti della Regione Lazio nei lavori di messa in sicurezza dei passaggi a livello e degli attraversamenti a raso della stessa. Si chiede, pertanto, un incontro urgente per trovare, di concerto con la Regione Lazio, una soluzione che salvaguardi e anzi miri al potenziamento della linea ferroviaria”. Dello stetto avviso il sindaco di Morlupo, Ettore Iacomussi che sottolinea l’importanza stratedia del trasporto pubblico per “lo sviluppo economio e culturale dell’area” ma anche come “salvaguardia della sicurazza della viabilita stradale della via Flaminia di cui risulta essere una grande valvola di sfogo e alleggerimento dell’intensoa traffico automobilistico locale”.

E il primo cittadino di Castelnuovo di Porto Riccardo Travaglini rincara la dose: “La battaglia portata avanti da anni dal Comitato Pendolari è una battaglia giusta di civiltà che va condivisa e sostenuta. I disservizi sono all’ordine del giorno. Sono pronto a dimostrare e manifestare insieme a voi presso la Regione Lazio lo stato di abbandono in cui versa questa infrastruttura strategica. Purtroppo anche l’appalto per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di ammodernamento è ormai ferma da mesi e, davvero, non può più attendere oltre. Vi confermo la mia volontà ad esserci il giorno 26 presso la Regione. La ferrovia per altro è una delle tante problematiche che ormai affliggono l’area metropolitana di Roma, un versante che è stato per troppi anni dimenticato dalla politica e dalle istituzioni”.

E anche Valentina Pini, Sindaca di Sant’Oreste si schiera dalla parte dei pendolari e auspica che “la Regione Lazio voglia istituire nell’immediatezza un tavolo intercomunale, aperto alle associazioni e comitati degli utenti. La RomaNord è un’arteria fondamentale per la mobilità dei nostri territori, in particolare per il Comune di Sant’Oreste che, essendo l’ultimo dell’Area Metropolitana di Roma Capitale e il più lontano dalla via Flaminia, risulterebbe gravemente danneggiato dal perdurare di questa situazione di stasi».

roma.repubblica.it

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