I luoghi di Roma raccontati attraverso la fotografia d’autore

Balcone, 2008. © Stuart Franklin/Magnum Photos

Balcone, 2008. © Stuart Franklin/Magnum Photos

Intervista a Alessandra Mammì, coautrice con Sabrina Ferilli del libro “Io e Roma”, per raccontarci aneddoti e suggestioni legati a questo viaggio fotografico legato alla capitale…

Un volume che racconta Roma attraverso gli occhi di cittadini speciali e le fotografie dei grandi maestri che hanno immortalato la città. E’ questo “Io e Roma” di Sabrina Ferilli, un libro intervista fotografico scritto con Alessandra Mammì, che ne firma l’introduzione. In questo volume, il primo della nuova collana di Contrasto che racconterà le città italiane, per la prima volta l’attrice romana parla della sua vita, sia pure in una forma autobiografica originale e anticonvenzionale e in modo del tutto coerente con la sua personalità, parte dalla sua città, Roma, di cui è diventata un’icona. Un libro corredato dalle fotografie di grandi artisti del passato e del presente, che hanno immortalato negli anni la città: da Henri Cartier-Bresson a Herbert List, da Gianni Berengo Gardin a William Klein, da Bruno Barbey a Elliott Erwitt e Martin Parr. Abbiamo intervistato Alessandra Mammì, per raccontarci aneddoti e suggestioni legati a questo libro fotografico legato alla città di Roma.

Come nasce il libro fotografico “Io e Roma”?

Nasce da Contrasto, che ha al suo interno un archivio fotografico enorme, e quindi da un’idea di Roberto Koch ed Alessandra Mauro che mi hanno coinvolto nel pensare qualcosa per utilizzare queste immagini di Roma firmate da grandi fotografi. Cercavamo allora un fil rouge, un viaggiatore virtuale dentro a queste immagini, che conoscesse Roma. Da qui, abbiamo pensato di chiedere a Sabrina Ferilli. A lei è subito piaciuto il progetto, che le permetteva di parlare di se attraverso la città.

Qual è il filo conduttore che ha portato a raccontare Roma in questo libro fotografico?

La cosa interessante di Sabrina Ferilli è che lei appartiene a tantissime facce di questa città: Roma è una città politica, il centro della religione cattolica, è la città delle periferie, della letteratura, del cinema, dei turisti, del barocco, dei ruderi romani.  Mettere insieme tutti questi aspetti non è stato facile: Sabrina molti di questi aspetti li ha attraversati nella sua vita, avendo lavorato nel teatro, nel varietà, ha lavorato al Sistina, con registi d’autore, ha fatto televisione. In più, è figlia di un funzionario del Partito Comunista, ha partecipato ad importanti eventi come il funerale di Berlinguer o la nascita del Partito Democratico. In più, è stata anche madrina della squadra di calcio della Roma. Per ognuno di questi temi, Sabrina aveva una storia da raccontare. Credo che il risultato finale contenuto nel libro sia soddisfacente.

Come sono state scelte le fotografie che raccontano Roma nel volume?

Le fotografie sono state selezionate da Contrasto, poi si sono ridotte nella scelta insieme a Sabrina Ferilli. Affinché fosse un lavoro corale, abbiamo cercato con la sua testimonianza alcuni testi che fossero legati al suo racconto, appartenenti a Pasolini, Fellini, Garinei, Flaiano. Abbiamo voluto raccontare Roma attraverso gli occhi di altri personaggi che l’hanno vissuta da protagonisti.

Ci puoi segnalare alcuni dei luoghi protagonisti  in questo volume che vale la pena visitare?

Villa Medici è uno, ci sono bellissime immagini in merito; così come il Mandrione con le sue fontane;  gli studi di Cinecittà. Sono questi luoghi che col tempo sono rimasti abbastanza intatti. All’interno del libro ci sono delle immagini suggestive di Sabrina, degli aneddoti così illuminanti che lei racconta con l’anima che secondo me ben identificano i valori della città di Roma. Ad un certo punto nel libro chiedo a Sabrina quale sia la differenza tra lei ed Anna Magnani, e lei mi risponde dicendo “apparteniamo a mondi diversi: lei rappresenta una romanità quasi classica, fatta di gesti e di quel pathos che scolpisce la sua recitazione; io invece trattengo quel che la romanità mi lascia addosso. La mia è una posizione di ricezione più intima e meno eroica. La mia Roma sta nell’indolenza, nei contrasti, nelle diversità, nelle contraddizioni , nei silenzi e negli zampilli delle fontane.  La sua Roma è nelle piazze bombardate”.

libreriamo.it

ioeroma

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>