Elezioni 2018. Fiano Romano, Ottorino Ferilli: “La Sinistra ha fallito ma non è morta”

ferilli09mI risultati sono sul piatto e Ottorino Ferilli ringrazia gli elettori, i sostenitori e i volontari ma da oggi “Si apre un nuovo scenario”.
Ferilli, candidato alla Camera dei Deputati con la lista “Liberi e Uguali”, nella sua città ha raccolto 1.177 voti,  ribadisce: “E’ stata ed è la casa onesta, umile e magari impreparata ad affrontare una sfida così grande ma è stata una casa che, senza pretese, ha accolto un deluso, un arrabbiato, un uomo di governo locale che sa quali sono i problemi di un territorio e di una Comunità – e ancora – se non ci fosse stato il progetto di “Liberi e Uguali” probabilmente sarei già stato un indipendente, avrei portato avanti le mie idee (e battaglie) come un qualsiasi cittadino”.

Ferilli lo ha detto che il Pd non era più la sua casa e “a chi continua a dire <<è colpa della scissione>> rispondo semplicemente che non era minimamente possibile cambiare le cose all’interno. E credo si sia perfettamente capito dopo la conferenza stampa di Renzi. Un vero leader, un autorevole leader, non si dimette con riserva e non mantiene il potere dettandone le condizioni. Un vero leader fa autocritica e non lancia addosso al vincitore e ai suoi “non elettori” la responsabilità della sua sconfitta. Andare in conferenza stampa e presentarsi, dopo aver drammaticamente e chiaramente perso, come garante per evitare <<inciuci, caminetti ed estremismi>> è solo da furbi. Alzarsi, poi, dare le spalle e salutare in fuga senza dar modo ai giornalisti di intervenire, è da prepotenti. Il fatto, quindi, che il Movimento 5 stelle sia diventato il primo partito non solo non mi sorprende ma è la riposta che la nostra Sinistra, oggi, si merita. Il voto è stato chiaro e trasversale, raccogliendo consensi anche in regioni (e comuni) dove non ci si attendeva questo tipo di risposta”.

E ammette: “Regge Zingaretti. Ha fatto un gran lavoro e adesso avrà la possibilità di migliorare e correggere il risultato del suo operato. Perché è e rimarrà un Governatore che quando ha potuto, spostandosi verso Orlando, ha dichiarato apertamente una certa distanza dal suo Segretario ed è andato avanti”.

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