Fara Sabina. Elezioni: M5S primo. Boom della Lega, Pd fermo al 18,5%. Flop di Leu

seggio_elezionidi Raffaella Di Claudio –

Cambia la geografia politica anche nel secondo comune della provincia.
Fara Sabina si è svegliata guidata dal Movimento cinque stelle che si attesta, in basi ai dati delle elezioni politiche, il primo partito con quasi il 31%, otto punti percentuali in più rispetto al 2013.
Ma la vera sorpresa anche a Fara Sabina, è il risultato della Lega di Salvini che dallo 0.1% del 2013 schizza quasi al 19% superando anche il Partito democratico che non va oltre il 18, 5% contro il quasi 30% del 2013. Sono lontani gli anni in cui il centrosinistra calamitava intorno a sé la maggioranza degli elettori anche superando il trend nazionale.
Flop per Liberi e uguali che al suo interno conta nomi altisonanti quali Mario Perilli e Vincenzo Mazzeo, che evidentemente, considerato una percentuale che va per poco oltre al 4%, non vengono più riconosciuti come referenti dal popolo del centrosinistra e della sinistra farense, che non li ha seguiti in massa nella loro uscita dal Pd locale.

In casa Pd, comunque, c’è da credere non possa definirsi concluso il periodo di analisi e riflessione partito all’indomani della sconfitta alle elezioni amministrative del 2016.
Non va meglio in maggioranza. Dove c’è da immaginare che questo voto avrà delle conseguenze. Ovvio che, come per tutte le altre forze, è importante attendere i risultati regionali che, come insegna la storia, possono rivelare delle sorprese, perché mossi da dinamiche più localistiche. Ma un’idea è già possibile farsela.

Forza Italia e Fratelli d’Italia, rispettivamente rappresentati dai coordinatori e assessori Tony La Torre e Marco Marinangeli, sono in discesa libera. Forza Italia non riesce ad andare oltre al 13%, contro il 20% del 2013, e Fratelli d’Italia si ferma a poco più del 6%, quando nel 2016 viaggiava al 10%, ben più su della media nazionale del partito. Volendo unirli faticano a superare quella Lega che ha fatto il suo ingresso a Fara Sabina e, come anticipato da il Messaggero, era stata scelta, silenziosamente, da quei membri di maggioranza attualmente senza partito. Due nomi a caso: Giacomo Corradini e Fabio Bertini. Casapound, che aveva ricevuto il sostegno di Simone Fratini e Maria Teresa Lorenzini si ferma sotto al 3%.
Ora occhi puntati sugli esiti regionali.

www.ilmessaggero.it

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>