Esposto ufficiale contro il partito truffaldino: «Non votate quella lista!»

freeflight27Il non proprio trasparente “Free flights for Italy”, che promette di rimborsare i biglietti aerei degli italiani all’estero, è stato citato in Procura: «Grave violazione della democrazia».

Già quando era stato avvistato fra i partiti in lizza per le Politiche italiane del prossimo 4 marzo, nella circoscrizione estero di America settentrionale e centrale, in diversi avevano alzato un sopracciglio. Come mai? Per il nome che, in questo caso si può davvero dirlo, è tutto il programma: “Free flights to Italy” si propone, infatti, di rimborsare i biglietti aerei di tutti gli italiani che tornano a casa.

Una rete di falsità – La mini-lista, che comprende solamente il fondatore romano 36enne e sua madre 71enne, ha destato più di un sospetto tanto che i media – italiani ma anche americani – negli scorsi giorni se ne sono interessati scoprendo un notevole quantità di illeciti e falsi: a partire dalle credenziali dell’uomo fino ai documenti presentati alle autorità. Vi sono anche diversi dubbi riguardo alle 500 firme necessarie per poter apparire sulla schedina elettorale.

Macario, ma chi è costui? – Un personaggio misterioso il fondatore Giuseppe Macario, autodefinitosi molte cose (tra queste imprenditore hi-tech, professore universitario ed esperto di cybersicurezza) ma che in realtà – come ha scoperto Selvaggia Lucarelli sulle pagine digitali di Rolling Stone Italia – non è nulla di quanto dichiarato. Almeno a dire degli atenei che dice di aver frequentato o con di quelle aziende/istituti con cui millanta di aver collaborato.

«Ha fatto piangere gente importante» – Su una cosa, però, non ha mentito: la sua conoscenza del web che negli anni, ha utilizzato per erigere una rete di siti di dubbia fama con i quali ha attaccato direttamente – e apparentemente senza motivo – diverse personalità del campo accademico che lavorano con le nuove tecnologie. «Ha fatto piangere diverse persone, e parlo di professori di Harvard e Columbia, gente importante», ha spiegato il rettore dell’Università popolare di Milano sempre a Rolling Stone.

Il notaio: «Mai timbrato quel documento» – E non finisce qui, stando a una serie di articoli apparsi su il Post, i documenti presentati da Macario alla Corte d’Appello del Lazio per presentare la sua lista sarebbero stati falsificati. La firma e il timbro del notaio, infatti, sarebbero stati contraffatti e quest’ultimo avrebbe già aperto un’azione legale a riguardo: «Purtroppo è facile contraffarre un timbro così, bastano uno scanner e una stampante», ha spiegato il legale.

Probabilmente false anche le firme – Per quanto riguarda le firme, infine, sono moltissimi i dubbi a riguardo. Il procedimento, infatti, «è lungo e complicato che altri partiti con ben maggiore notorietà e copertura mediatica non sono riusciti a completare», scrive il Post. In pratica i 500 devono recarsi spontaneamente al consolato per firmare il documento.

«Non votate quella lista!» – Da tutto questo origina l’esposto ufficiale depositato presso la Procura di Roma dal Movimento associativo italiani all’estero (Maie) per la circoscrizione suddetta che si è così costituito parte civile davanti alla giustizia: «Ci troviamo in presenza di una gravissima violazione dei principi della democrazia», riporta la lettera aperta firmata a New York dal giornalista Rai Leonardo Metalli, «Facciamo appello a tutti gli elettori interessati a non votare una lista e un simbolo abusivo!».

Nel frattempo Macario, che non abiterebbe a Panama o San Francisco come dichiarato ma nella meno poetica Fiano Romano (Roma), continua a rendersi irreperibile. «In paese lo conoscono ma esce molto poco», riporta il Post. Il sito freeflightstoitaly.ngo, dal canto suo, risulta inaccessibile.

www.tio.ch

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>