Da Scorsese alla Ferilli, la battaglia della cultura contro Raggi e il vicesindaco

ferilli24Sono 182 le alte personalità del cinema che chiedono le dimissioni, dopo la decisione di non rinnovare automaticamente la gestione dell’arena San Cosimo.

“E’ un atto gravissimo senza alcun precedente nella nostra città”. La diva testimonial dei Cinque Stelle (ormai ex?) Sabrina Ferilli era stata tra i primissimi a scrivere alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, manifestando tutta la sua contrarietà alla messa al bando della gestione dell’arena estiva all’aperto di San Cosimato. Ora quel dissenso è diventato una valanga: sono 182 le personalità dello spettacolo a firmare la petizione in cui vengono chieste le dimissioni Luca Bergamo e Gemma Guerrini, rispettivamente dai ruoli di vicesindaco Assessore alla Cultura e Vice Presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale. Tra loro ci sono anche Martin Scorsese, tra i maestri americani del cinema, e ancora Checco Zalone, il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera, Valerio Mastandrea, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Gianni Amelio, Ferzan Ozpetek, Checco Zalone. Perché questa sollevazione?

Un duello che durava da mesi

Finisce così il duro confronto tra il vicesindaco Bergamo e lo staff del Piccolo Cinema America di Roma, che nel corso degli anni era diventato un’istituzione culturale tra le più apprezzate. Riuscendo a riqualificare un angolo trascurato e degradato di Trastevere con la forza delle rassegne cinematografiche, attraverso le quali avevano anche raccolto donazioni di privati usate per riqualificare parte del mercato adiacente e l’illuminazione. Il Piccolo Cinema America aveva attratto nomi come Bertolucci, Piovani, Sorrentino e Virzì. Ora tutto finisce. O meglio, l’arena all’aperto di San Cosimato verrà assegnata con un bando al prossimo gestore. Ma chi ha dato vita al Piccolo Cinema America rivendica l’allestimento di anni di eventi culturali che hanno riqualificato quella zona di Trastevere e non vuole ripartire dal via. Luca Bergamo parla di “rispetto della legalità”. Gli operatori culturali (e con loro le 182 firme eccellenti che invocano le dimissioni dei membri della giunta capitolina) ribattono che questa è solo una strumentalizzazione elettorale, e che prima di rendere tutti uguali di fronte a un bando bisognerebbe tener conto di chi ha fatto cosa e per quanti anni. Come nel loro caso.

Fuga in periferia

Così per il momento le rassegne del Piccolo Cinema Roma traslocheranno verso le periferie. Piazza San Cosimato tornerà ad essere un luogo vuoto di eventi, almeno prima che il nuovo bando non ne assegni la gestione a nuovi soggetti. Tra i grandi delusi da questo trasloco c’è Carlo Verdone: “E’ doloroso vederli andar via dalla piazza, dove è nato tutto e dove si incontravano imprenditori, attori, registi gente semplice, bambini. Ormai a Roma, segnata da emergenze spaventose, non accade più nulla”.

spettacoli.tiscali.it

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