Zingaretti, campagna elettorale a Fara Sabina. Melilli: “Questa provincia non è più la cenerentola del Lazio”

zingaretti7di Paolo Giomi –

Nicola Zingaretti a Fara Sabina, nel corso di un appuntamento elettorale organizzato dal Partito Democratico del secondo Comune della Provincia. Di fronte ad una platea composta da molte “facce note” nei ranghi del centrosinistra, il governatore uscente rivolge un sentito appello ai presenti: “Il cuore di questo momento politico sta tutto in una questione fondamentale – dice – dobbiamo fare di tutto per impedire di far tornare al potere della Regione Lazio chi il Lazio lo ha distrutto, questa è la grande battaglia che dobbiamo combattere”. Poi, parlando di temi locali, e rivolgendosi anche (senza mai nominarli direttamente) sia agli amministratori di centrodestra che da 7 anni governano Fara Sabina, sia alla giunta capitolina guidata da Virginia Raggi e dal Movimento 5 Stelle, il governatore chiede di “non di deve assolutamente permettere, e lo dico da romano, che ad amministrare siano degli incapaci, perché la politica non è un’accademia, non si impara nel momento in cui si affrontano i problemi”.

A ricordare l’importanza strategica che per anni Fara, e la Sabina tutta, hanno ricoperto nello scacchiere del centrosinistra è l’ex vicesindaco di Rieti, ora candidata proprio con Zingaretti alle regionali, Emanuela Pariboni, mentre l’altro candidato, l’assessore uscente Fabio Refrigeri, parla di “stagione della pianificazione, dopo quella del risanamento dei conti”. E giù dati e numeri, che è lo stesso Zingaretti a riprendere: “La nostra missione è quella di ridare speranza alle persone. Per ridare speranza alle persone bisogna dire la verità, spiegando i problemi alla gente, e cercare di capire come risolverli. E credo che in questi 5 anni nel Lazio quello che abbiamo fatto sia stato proprio questo, pretendono una Regione di cui la Corte dei Conti, nel 2012, aveva sentenziato il fallimento, e portandola in cinque anni ad essere la prima in Italia per nuove imprese avviate, come ha certificato qualche giorno fa la Unioncamere. Guai se la politica smette di guardare in faccia i problemi – ha proseguito Zingaretti – soprattutto in un momento in cui è sempre più diffuso sostenere l’esatto contrario, e cioè che la politica non risolve nulla, e che votare è inutile. Dobbiamo avere la forza, la determinazione, l’umiltà e la visione di riprendere questo Paese e condurlo verso il futuro, come abbiamo fatto nel Lazio, dove sono state risanate situazioni da terzo mondo, un trasporto pubblico al collasso, una sanità commissariata, dove se avevi una licenza elementare e un reddito basso, per alcune patologie come l’infarto è il tumore, purtroppo, rischiavi la vita molto di più rispetto a chi aveva altre possibilità economiche. Abbiamo preso una Regione che pagava a 1200 giorni – ha detto ancora Zingaretti – e l’abbiamo portata a pagamenti a 27 giorni. E questo, contrariamente a quanto sostiene qualcuno, non è andato a vantaggio delle banche ma proprio nella direzione opposta”.

“Sotto l’amministrazione Zingaretti – ha chiosato il deputato democratico e segretario regionale del Pd, Fabio Melilli, – questa provincia ha smesso di essere la cenerentola del Lazio, diventando non solo competitiva col resto della Regione, ma entrando dalla porta principale della programmazione regionale. E quanto accaduto in questi giorni con l’acqua ne è la concreta dimostrazione”.

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