Lo spogliarellista vincitore, la Ferilli che se ne va, le bocciature di chi scrive insulti: scene dalle Parlamentarie M5S

strapmenferillicotti.jpg_997313609Chi passa il turno ma verrà bocciato dopo “perché troppo particolare”, chi si ritrova escluso o candidato a sua insaputa. E i nomi Vip che vanno e vengono.

Troppo esuberante per rappresentare degnamente il MoVimento 5 Stelle. Dopo aver passato il primo turno delle Parlamentarie, le selezioni online per candidarsi alle politiche tra i grillini, Costantino Strapmen dovrà con tutta probabilità fermarsi. Costantino, nome d’arte di Domenico Impagliatelli, spogliarellista devoto di Padre Pio, è riuscito a piazzarsi tra i 179 aspiranti senatori pentastellati in Puglia. Ma la consigliera regionale Rosa Barone lo definisce “troppo particolare” e anticipa che lo scarteranno. E’ solo uno dei casi che danno colore all’inondazione di autocandidature che nelle scorse ore ha messo seriamente alla prova il sistema Rousseau, il software della Casaleggio Associati che ha il compito di smistare tanto traffico. Parlamentarie che hanno perso nomi importanti ancora prima di cominciare. Come quello di Sabrina Ferilli.

Dai Cinque Stelle a LeU

Corteggiata a lungo e con tutti i mezzi disponibili per poter contare sul suo nome di attrice disgustata dal Pd e poi fan del MoVimento fondato da Grillo, Sabrina Ferilli all’apertura delle Parlamentarie ha detto che preferisce continuare a fare il suo mestiere. E che alcune ambiguità sui temi civili esibite dal M5S l’hanno spinta a decidere di votare Liberi e Uguali. Niente candidatura a Roma, dunque, ciò che aveva in mente Luigi Di Maio. Al suo posto l’idea è di spendersi il nome di Emilio Carelli, già direttore di SkyTg24.

Le proteste degli esclusi

Poi ci sono quelli che, pur facendo attivismo da tempo con i Cinque Stelle e avendo ricoperto ruoli istituzionali, come l’ex assessore comunale della giunta Raggi, Andrea Mazzillo, non sono riusciti ad autocandidarsi per partecipare alle selezioni. Quelli che hanno visto sparire il loro nome dal sito durante le selezioni, come il giornalista calabrese Angelo Troya che ha annunciato il suo ricorso in tribunale. E quelli che trattano direttamente col capo politico, Luigi Di Maio, tentati dal correre per i collegi uninominali. Come il presidente vincente del Potenza Calcio, Salvatore Caiata. Per cercare di non scontentare nessuno e di limitare le proteste, il M5S fa sapere che dopo la convention di Pescara in programma oggi renderà pubblici i nomi dei candidati dopo una ulteriore verifica.

ll caos online, i bocciati “per insulti” e quelli candidati a loro insaputa

Nelle ore febbrili che hanno contraddistinto le Parlamentarie a Cinque Stelle terminate alle 21 di giovedì è accaduto un po’ di tutto. Il sistema si bloccava e non permetteva di inserire dati e di votare. Qualcuno veniva fatto fuori per varie ragioni: sconosciute, al momento, quelle che hanno portato all’esclusione del senatore sardo Roberto Cotti, molto attivo contro i poligoni di tiro nella sua isola, punito per problemi con la legge, bocciato il deputato Roberto Cariello che era stato condannato per aver passato informazioni riservate ai giornalisti sulla produzione di olio d’oliva. Altri sono stati scartati per aver insultato gli avversari politici sui social network. Niente parolacce o ti accomodi alla porta. Tutto cambia per tutelare il MoVimento che pure era nato dalle piazze con i Vaffa Day. In altri casi sono state fatte aggiunte forzando le regole o senza nemmeno informare i diretti interessati: come le candidate over 40 (in violazione dello statuto M5S) in Abruzzo per coprire le quote rosa, o la promozione del nome di Sonia Corrado, proposta in corsa al Senato senza che ne sapesse nulla e ne avesse la minima intenzione, come ha raccontato lei stessa al programma di Radio Rai Un giorno da pecora. Tanta voglia di essere protagonisti della definiiva affermazione personale dei MoVimento 5 Stelle, ma anche tante rogne tecnologiche per gestire il voto online e troppe ambiguità. L’ex dipendente della Casaleggio Associati, Marco Canestrari, nelle ore delle Parlamentarie, diffondeva un audio di attivisti di Messina che chiedevano di sospendere il voto: “Sta succedendo un manicomio, il sistema è in tilt”. Segnali allarmanti per chi aspira a rimettere in ordine l’Italia del malgoverno dei partiti storici.

notizie.tiscali.it

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