Poggio Mirteto, il sindaco rinnova la squadra di governo. La minoranza attacca

poggiom01ddi Paolo Giomi –

Il sindaco Giancarlo Micarelli rinnova la squadra di governo del Comune, nominando due “nuovi” assessori in sostituzione di due colleghi che, per motivi diversi e in circostanze diverse, hanno lasciato le rispettive cariche. Quanto decretato dal primo cittadino mirtense ha però, per ciò che concerne gli incarichi, le sembianze di un “mini-rimpasto”, in quanto le deleghe degli ex assessori Mario Polidori – estromesso dalla giunta proprio dal sindaco Micarelli ormai un anno fa – e Rita Colafigli – dimessasi lo scorso maggio per concorrere alla carica di sindaco del vicino Comune di Torrita Tiberina, Municipio del quale, nel giugno scorso, è divenuta sindaca – non sono state ridistribuite come nella giunta precedente. Anzi.

Gli incarichi (di peso) a bilancio e tributi, che erano della stessa Colafigli, sono stati affidati al vicesindaco Marcello Lucantoni, che è già assessore al personale, ai servizi demografici, ai servizi sociali, nonché membro della giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa Sabina; mentre alla vera “new entry” Maria Raffaella Schiavone sono stati affidate le deleghe al commercio e alle attività produttive. Restano dunque ancora in capo al sindaco Micarelli le deleghe che erano dell’ex assessore Lucantoni, ovvero quelle a lavori pubblici e urbanistica, per le quali, al momento, non si prevede una immediata ridistribuzione.

Immediate le critiche dei consiglieri di minoranza, in primis di WalterConsumati, che non ha mancato di ironizzare sul web sulle nomine del sindaco Micarelli. In particolare su quella della Schiavone, sulla quale Consumati, in un ironico post dal titolo “Habemus Assessora”, pubblicato su Facebook, dice: “Senza nulla togliere alle capacità della designata, ci viene da riflettere sul ruolo che hanno i cittadini nelle decisioni che li riguardano. Essendo l’ultima dei ripescati della lista ‘Solidarietà e progresso-Patto per la Sabina, l’assessora non è stata scelta nelle urne, ma nella sede del Pd, perché ‘fedele alla linea’. Esprimo la mia più sincera e afflitta considerazione per le consigliere elette in prima battuta – prosegue Consumati – che non si sono dimostrate all’altezza del compito e sono servite solo come portatrici di voti per la lista”.

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