In 800 per una sinistra dal basso: ‘Unire le lotte e dare potere al popolo’

18cinitaliadi Maurizio Ribechini –

In centinaia all’assemblea romana dell’Ex Opg Occupato per la creazione di una lista popolare per le elezioni. Vediamo i loro obiettivi.

Si è svolta questo sabato 18 novembre al Teatro Italia a Roma, l’assemblea “per costruire una lista popolare alle prossime elezioni” promossa dall’Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo di Napoli.

‘Una lista popolare per applicare la Costituzione’

Il gruppo partenopeo aveva lanciato nei giorni scorsi l’appello a giovani, donne, precari, lavoratori, disoccupati, emigrati ed immigrati, pensionati di tutta Italia affinché si riunissero per discutere della possibile creazione appunto di un lista in vista delle Elezioni politiche del 2018. A tale appello, oltre a varie formazioni della #sinistra politica, hanno risposto circa 800 persone, che hanno riempito il Teatro Italia in ogni angolo fino a metà pomeriggio.

Vediamo le parti salienti di quello che è successo.

Il compito di introdurre i lavori è toccato a Viola Carofalo, dell’Ex Opg, la quale ha detto: “Il nostro compito è quello di applicare la Costituzione, in particolare l’articolo 3 che parla di rimuovere le diseguaglianze. Vogliamo fare una battaglia non in difesa ma all’attacco. Proponiamo di fare le cose al contrario rispetto al solito, niente addizioni, ora servono moltiplicazioni: non abbiamo niente da perdere. Andiamo ovunque senza ricette e senza superbia. Vogliamo dare al popolo il potere di decidere. Noi non faremo programmi di 200 pagine che non legge nessuno, ma scriveremo due o tre paginette e le porteremo in tutti i territori”. Le ha fatto eco il professor Giuseppe Aragno, storico del movimento operaio e dell’antifascismo: “Qualcuno continua a parlare di centrosinistra, ma non ho capito chi sarebbe il centro: il Pd ormai è di destra: noi dobbiamo fare una radicale alternativa a tutto questo”.

La maggior parte degli interventi sono stati “sociali”, con ampio spazio dato ai rappresentanti di vertenze occupazionali, territoriali e ambientali. Fra i loro i lavoratori Almaviva, i No Muos, i No Tap del Salento, oltre a vari attivisti e attiviste che si battono sul tema dei migranti, dell’antifascismo e del femminismo. Spazio anche a diverse liste di cittadinanza attiva sparse per l’Italia e alla “rete della città in comune” con Sandro Medici. Molto significativa la presenza anche della nota giornalista e autrice satirica Francesca Fornario e della ricercatrice economica Marta Fana, recentemente balzata alle cronache per aver subito una minaccia di querela da parte di Oscar Farinetti.

Presenti all’assemblea vari esponenti della sinistra politica.

Diversi anche gli interventi da parte dei rappresentanti della sinistra politica. L’europarlamentare Eleonora Forenza è stata piuttosto eloquente: “Serve unire le lotte e scrivere una storia collettiva. Facciamo una campagna elettorale dicendo la nostra verità, anche se questo dovesse significare non superare lo sbarramento.

Bisogna partire da una rottura, quella coi socialisti europei che sono i nostri nemici e avversari di classe, non potenziali alleati. Basta accordi e tavole politicisti, noi dobbiamo unire chi sta in basso”. Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo ha detto: “Al Prc non interessa mettere il cappello su niente, abbiamo il solo obiettivo di costruire una sinistra di massa in questo paese. Divisi facciamo anche cose meritevoli ma non riusciamo a cambiare le cose. Dobbiamo togliere la politica ai politicanti e far finire quell’idea che vede chi ha idee radicalmente di sinistra essere necessariamente una minoranza: è avvenuto in altre parti d’Europa e può accadere anche qui. Dobbiamo costruire qualcosa che parli con un linguaggio immediato senza riprodurre le nostre divisioni. Al momento se ci sarà una lista di sinistra in Italia è quella che uscirà da questa assemblea: avviamo un percorso per mettere insieme tutti quelli che non si rassegnano”. Sul palco anche Franco Turigliatto, ex senatore, attualmente leader di Sinistra Anticapitalista, il quale ha parlato dell’ “impossibilità di allearsi con chi negli ultimi vent’anni ha fatto le guerre e ha precarizzato il lavoro. Fino a ieri hanno votato di tutto e ora vogliono guidare la macchina della sinistra, se anche ci riuscissero sarebbero portatori di nuove illusioni e sconfitte”. Toni simili a quelli usati anche da Nicolò Monti per il PCI che ha auspicato “l’apertura di un confronto vero sui contenuti e non sui leader e garanti, per una sinistra che torni davvero a rappresentare i lavoratori e tutti gli sfruttati e che faccia uscire l’Italia dalla Nato”.

Applaudito anche Sergio Cararo per la rete Eurostop. Presente in sala anche l’ex ministro e leader del Prc Paolo Ferrero, così come Giulietto Chiesa, recentemente fra i fondatori de “La mossa del cavallo” c l’on. Antonio Ingroia. Erano presenti in platea pure diversi militanti e dirigenti locali di Sinistra Italiana, in particolare alcuni dei fiorentini che si erano autosospesi nei giorni scorsi in polemica con le decisione nazionali del proprio partito nel percorso verso le elezioni politiche.

it.blastingnews.com

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